Superbonus 110% e Altri Bonus Fiscali: la guida completa

Nel luglio 2020 è entrato in vigore il Decreto Rilancio, che ha introdotto importanti novità in tema di crediti fiscali. In particolare, è stato definito l’aumento delle detrazioni fiscali fino al 110%, sugli interventi di efficientamento energetico, gli interventi antisismici, l’installazione di impianti fotovoltaici e di impianti per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per tutti gli interventi che rientrano nella norma ed effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, è prevista una super-detrazione delle spese pari al 110%. Le precedenti agevolazioni, come ad esempio il Sismabonus e l’Ecobonus, restano comunque in vigore e le detrazioni previste dal Superbonus vanno quindi ad aggiungersi alle precedenti.

Superbonus Green - Cessione Crediti
 

Indice

 

Il quadro normativo

Le nuove disposizioni fiscali sono   previste dagli articoli 119 e 121 del c.d Decreto Rilancio, entrato in vigore nel maggio 2020 e convertito poi nella l. 77 del 17 luglio 2020. Le linee guida del Superbonus 110% si trovano anche nella circolare dell’Agenzia delle entrate n.24/E e in due successivi decreti: il c.d Decreto Asseverazioni e il c.d. Decreto Requisiti Tecnici, entrambi del 6 agosto 2020.

Con il Decreto Requisiti Tecnici, in merito al Superbonus 110 il Mise ha precisato i massimali di spesa ammissibili per ogni tipo di intervento, ma anche le modalità con cui verranno effettuati i controlli a campione sulla regolarità degli interventi e la sussistenza delle detrazioni maturate. Ulteriori precisazioni contenute nel decreto riguardano l’ambito di applicazione della misura.

Il Decreto Asseverazioni ha definito la modulistica necessaria per trasmettere l’asseverazione, in modo da permettere la verifica di attestazioni e certificazioni redatte dai tecnici abilitate.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate contiene invece importanti precisazioni in merito ai soggetti beneficiari dell’agevolazione, agli interventi che vi rientrano e ai vari adempimenti richiesti agli operatori coinvolti.

Per rendere la fruizione della normativa ancora più semplice, l’Agenzia delle Entrate ha redatto anche una guida pratica in merito al Superbonus e alle linee guida, a beneficio di tutti gli interessati all’agevolazione.

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In cosa consiste l'agevolazione?

I lavori agevolati dal Superbonus 110% sono gli interventi di: isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e  riduzione del rischio sismico.

Per tutti questi lavori eseguiti tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, è prevista una detrazione fiscale del 110%, suddivisa in 5 rate annuali di pari importo. Ad esempio, qualora gli interventi abbiano un costo complessivo di 10.000€, la detrazione sarebbe pari a 11.000€. Nello specifico si potrebbero recuperare 2.200€ l’anno nelle dichiarazioni dei redditi relative ai 5 anni successivi agli interventi.

Rispetto alle precedenti agevolazioni, la novità introdotta dal Decreto Rilancio è rappresentata dalla possibilità di scegliere, al posto della detrazione, uno sconto fino al 100% delle spese sostenute presso i fornitori / ditte esecutrici dei lavori oppure la cessione del credito maturato, interamente o per le rate residue non portate in detrazione.

Per esercitare una di queste opzioni, il richiedente deve inviare la relativa comunicazione all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello predisposto a questo scopo.

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Il Superbonus 110% è cumulabile con altre agevolazioni?

Prima dell’entrata in vigore del Superbonus 110%, esistevano già altre misure che prevedevano la detrazione delle spese di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico e altre. Le precedenti agevolazioni restano applicabili, ma bisogna prestare attenzione all’eventuale sovrapposizione con il Superbonus.

Se gli interventi rientrano tra quelli agevolabili sia dal Superbonus sia disposizioni previgenti, il richiedente potrà scegliere soltanto una delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti di spesa indicati nella normativa.

Gli interventi che potrebbero comportare una sovrapposizione tra diverse agevolazioni sono:

  • La riqualificazione energetica prevista dall’Ecobonus (ma solo se gli interventi non vengono eseguiti congiuntamente a quelli che danno diritto al Superbonus);
  • L’installazione di impianti fotovoltaici e/o dei sistemi di accumulo (a patto che non rientrino tra gli interventi che danno diritto al Superbonus);
  • L’installazione di impianti di ricarica per veicoli elettrici (ad eccezione di quelli che danno diritto al Superbonus).

La doppia agevolazione fiscale per lo stesso intervento, quindi, non è permessa in nessun caso. Nell’eventualità che ci sia una sovrapposizione tra agevolazioni diverse, il richiedente deve fare una scelta.

 

Nel caso in cui vengano eseguiti più interventi riconducibili a fattispecie che danno diritto a diverse percentuali di detrazione, il contribuente ha la possibilità di usufruire di entrambe le agevolazioni. In questa ipotesi è necessario che le spese siano contabilizzate separatamente, poiché ogni intervento deve rispettare gli specifici massimali di spesa, e che siano#indice-1 rispettati tutti gli altri adempimenti previsti dal legislatore in riferimento a quella specifica agevolazione.

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L'entità della detrazione

Il limite alle spese detraibili è diverso a seconda del tipo di intervento. Quando si tratta di lavori di isolamento termico degli edifici, l’entità della detrazione non può superare i 50.000€ in caso di edifici unifamiliari, i 40.000€ per unità immobiliare in caso di condomini da 2 a 8 unità abitative e i 30.000€ per unità immobiliare in caso di condomini con più di 8 unità abitative.

Il tetto massimo previsto per le spese detraibili cambia in caso di interventi che prevedono la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Il limite di spesa è pari a 20.000€ per unità immobiliare per condomini da 2 a 8 unità abitative, mentre scende a 15.000€ per unità immobiliare quando il condominio è composto da più di 8 unità abitative.

Quando la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale riguardano villette o edifici singoli, l’entità della detrazione non può superare i 30.000€.

La spesa complessiva detraibile per l’installazione di impianti fotovoltaici o sistemi di accumulo, è pari a 48.000€. In ogni caso non sarà possibile superare i 2.400€ per ogni kilowatt di potenza nominale dell’impianto fotovoltaico e i 1.600€/kW per l’impianto di accumulo.

È previsto un limite alla spesa detraibile anche per l’installazione degli impianti di ricarica dei veicoli elettrici. L’importo massimo che può essere detratto è pari a 3.000€.

L’aliquota del 110% si applica sempre?

Affinché trovi applicazione l’aliquota del 110% prevista dal Superbonus, si deve eseguire uno di questi interventi:

  • Il cappotto termico che interessi almeno il 25% della superficie disperdente lorda;
  • La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale su parti comuni di edifici, purché si tratti di impianti centralizzati a condensazione, a pompa di calore o a microgenerazione;
  • La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale nelle case unifamiliari, che possono comprendere impianti di microgenerazione oppure impianti per la fornitura, il riscaldamento e il raffrescamento dell’acqua sanitaria.
  • Interventi di riduzione del rischio sismico effettuati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3[1].

Tali interventi sono definiti “trainanti” poiché elevano al 110% la detrazione di altri interventi, ovvero quelli compresi nel vecchio Ecobonus, Bonus Ristrutturazione, installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici e installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, se eseguiti congiuntamente ad essi.

Quando mancano le condizioni per applicare l’aliquota del 110% prevista dal Superbonus, il contribuente può comunque avere diritto a detrazioni più basse, che prevedono un’aliquota inferiore. Si tratta delle aliquote previste dalle agevolazioni preesistenti al Superbonus.

Se si eseguono degli interventi di riqualificazione energetica, ma mancano i requisiti previsti dal Superbonus 110, può trovare applicazione il vecchio Ecobonus. In questo caso le detrazioni fiscali vanno dal 50 all’85%, in base al tipo di intervento.

Chi invece fa installare una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici, in assenza dei requisiti per il Superbonus, può richiedere la detrazione sull’Irpef pari al 50%.

Le installazioni degli impianti fotovoltaici, qualora non presentino i requisiti per accedere alla detrazione del Superbonus, permettono comunque di detrarre il 50% della spesa, fino ad un tetto massimo di 96.000€.

La stessa aliquota per la detrazione fiscale è prevista anche dall’Ecobonus ristrutturazione edilizia. Infatti, anche in questo caso si può detrarre il 50% della spesa, fino ad un massimo di 96.000€.

Il Bonus Facciate 2020, che trova applicazione quando si eseguono dei lavori sulla parte esterna degli edifici, prevede invece la detrazione del 90% della spesa.

 

[1] Gli interventi di riduzione del rischio sismico si considerano trainanti solo per l’installazione di impianti solari fotovoltaici

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Chi può beneficiare del Superbonus 110%?

I soggetti che possono usufruire delle agevolazioni del Superbonus sono diversi e sono specificati in modo dettagliato dal legislatore. Prima di vedere chi sono gli interessati, è bene sapere che non deve trattarsi necessariamente del proprietario dell’immobile, ma si può trattare anche di un soggetto che vanta diritti reali di godimento sull’immobile, come ad esempio un affittuario o l’intestatario del comodato d’uso, a patto di avere, a seconda dei casi, un regolare contratto e il consenso del proprietario dell’immobile.

Persone fisiche

Le persone fisiche hanno diritto ai benefici del Superbonus, ma solo al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni. Gli interventi possono riguardare al massimo 2 unità immobiliari, quindi anche gli interventi sulle seconde case sono interessati dalle detrazioni.

Condomìni

Anche i condomìni possono godere della detrazione fiscale del 110% per lavori su parti comuni degli edifici, con un tetto di spesa differente in base al numero di unità abitative di cui si compongono.

Associazioni ed Enti del Terzo Settore

Possono usufruire del Superbonus anche le associazioni e le società sportive dilettantistiche, e alcuni enti del Terzo Settore, come gli Istituti autonomi case popolari (IACP), le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le cooperative di abitazione a proprietà condivisa.

Imprese Edili

Le imprese non rientrano fra i beneficiari diretti citati dall’art. 119 del Decreto Rilancio. Ci sono solo due casi in cui un’impresa può accedere alla detrazione del 110%:

  1. Qualora l’impresa sia proprietaria di un’unità immobiliare adibita ad attività professionale in un condominio, solo relativamente ai lavori effettuati sulle parti comuni dell’edificio e per la quota di competenza;
  2. Qualora l’impresa sia l’esecutrice dei lavori agevolati e offra lo sconto in fattura al proprio cliente, diventando titolare del credito d’imposta generato.

In base alla Risoluzione 34/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate, le imprese possono usufruire di Ecobonus e Sismabonus in caso di interventi antisismici o di efficientamento energetico, qualora si tratti di immobili merce, ossia immobili costruiti per essere venduti dalle imprese edili, oppure di immobili dati in locazione da parte di società immobiliari.

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Chi paga i lavori?

Il committente interessato alla detrazione del Superbonus 110% è tenuto a pagare le imprese e i fornitori. La spesa potrà essere recuperata sotto forma di detrazione fiscale del 110% nei 5 anni successivi.

L’agevolazione è quindi molto conveniente per chi ha una sufficiente capienza fiscale e la liquidità necessaria per anticipare i costi degli interventi. Anche chi non ha la liquidità necessaria può comunque usufruire dell’agevolazione, attraverso lo sconto in fattura.

Infatti, il committente può cedere il credito all’impresa edile, che applicherà uno sconto in fattura, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari. In caso di sconto in fattura, il committente potrà ottenere uno sconto fino al 100% della spesa, ma dovrà rinunciare al 10% extra, che invece verrà riconosciuto all’impresa che offre lo sconto e porta la spesa in detrazione.

Per usufruire la detrazione fiscale, il committente deve pagare l’impresa tramite bonifico parlante, in cui devono essere indicati: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario e il numero di partita iva o il codice fiscale del soggetto a cui si pagano gli interventi.

Il bonifico parlante non è invece necessario qualora il richiedente voglia invece usufruire dello sconto in fattura

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Superbonus 110%, Altri Bonus Fiscali e banche: quando conviene la cessione del credito

Come abbiamo visto, chi anticipa la spesa per gli interventi agevolati, riuscirà a recuperare il 110%, o la percentuale di detrazione spettante, di quanto speso nell’arco dei 5/10 anni successivi, sotto forma di detrazione fiscale. È una soluzione molto conveniente per chi la liquidità necessaria per pagare i lavori.

La cessione del credito alle banche è invece la scelta ideale per chi voglia usufruire dell’agevolazione, ma non abbia la capienza sufficiente per portare in detrazione l’intero ammontare maturato.

Cos’è la cessione del credito?

La cessione del credito è disciplinata dall’articolo 1260 e seguenti del codice civile e rappresenta un accordo tra il titolare del credito e il soggetto a cui viene ceduto. Nel caso del Superbonus 110% il committente che fa eseguire i lavori che danno diritto all’agevolazione, può cedere il credito ad un terzo soggetto, in genere una banca o un intermediario finanziario.

Con la cessione del credito, il beneficiario vende il credito alla propria Banca a fronte del versamento di una cifra pattuita, che a livelli di mercato si aggira intorno al 78% in caso di Altri bonus fiscali e introno al 90% per i crediti Superbonus 110%.

A fronte della cessione, il committente ha possibilità di recuperare subito la spesa relativa agli interventi agevolati, senza attendere i 5/10 anni previsti dalla normativa.

Come funziona la cessione del credito alle banche?

La cessione del credito alle banche è tutt’altro che rara e risulta particolarmente conveniente sia per i privati che per le imprese. Affinché la cessione del credito per il Superbonus e gli altri bonus fiscali sia possibile, è necessario rispettare determinate condizioni.

La normativa ammette la cessione del credito in riferimento agli interventi di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, recupero del patrimonio edilizio, etc. che possono riguardare sia le parti comuni di edifici, sia le singole unità immobiliari.

Affinché la cessione del credito sia ammessa, è necessario rispettare dei precisi adempimenti:

  • Occorre il visto di conformità rilasciato da un professionista abilitato, che attesta l’esistenza dei presupposti richiesti dalla normativa;
  • Chi rilascia il visto di conformità deve anche verificare che siano presenti le asseverazioni e le attestazioni richieste (ad esempio, l’Attestato di Prestazione Energetica APE);
  • Per gli interventi agevolati dall’Ecobonus 110%, le spese sostenute devono essere congrue rispetto agli interventi e bisogna inviare per via telematica all’ENEA l’attestazione di congruità delle spese sostenute.

Quanto costa cedere il credito alle banche?

La cessione del credito alle banche non è gratuita, ma prevede dei costi che il cedente deve conoscere. In genere il controvalore pagato si aggira intorno a 102€ per ogni 110€ di credito acquistato dall’istituto di credito per i clienti Privati, mentre si aggira intorno a 100€ ogni 110% di credito acquistato dall’istituto di credito per i clienti Imprese.

Per conoscere i costi della cessione del credito, bisogna rivolgersi ai singoli istituti di credito. La banca non acquista mai il credito al 100% del valore, ma si tratta per lo più di acquisti che si avvicinano al 92% del valore nominale, con un costo di poco superiore al 7%.

L’operazione è comunque molto conveniente per il committente che richiede gli interventi agevolati, perché per ogni 100€ spesi, ottiene dalla banca un importo di circa 102€ a fronte di un credito maturato pari a 110€. L’istituto di credito guadagnerà invece dalle commissioni pari al 7% circa.

Quando conviene cedere il credito d’imposta alle banche?

La cessione del credito permette di recuperare l’importo speso per i lavori in un’unica soluzione, senza dover aspettare i 5/10 anni previsti per il recupero in dichiarazione dei redditi.

Inoltre, la cessione del credito rappresenta un’ottima opportunità per i soggetti incapienti, che per l’Irpef versano una quota insufficiente a coprire l’importo annuale della detrazione. Grazie alla cessione del credito, anche i soggetti incapienti possono usufruire dei vantaggi della cessione del credito.

Come comunicare al fisco la cessione del credito

La cessione del credito deve essere comunicata per via telematica all’Agenzia delle Entrate.  Tale comunicazione, in caso di interventi agevolati al 110%, deve essere eseguita dal professionista fiscale che ha redatto il visto di conformità (in caso di condominio, può essere eseguita anche dall’amministratore). Invece, in caso di interventi agevolati con percentuali di detrazioni ordinarie, la comunicazione può essere inviata direttamente dal beneficiario (o dall’amministratore di condominio in caso di condomìni), che eventualmente si può avvalere di un professionista incaricato.

Per inviare la comunicazione della cessione del credito all’Agenzia delle Entrate bisogna collegarsi al sito web dell’ente e accedere con le proprie credenziali o l’identità Spid. Bisogna quindi recarsi nell’area dedicata ai servizi, dove si possono inviare anche le comunicazioni.

Prima di inviare la comunicazione, bisogna tener conto anche delle tempistiche. Entro il 16 marzo vanno inviate le comunicazioni relative ai lavori agevolati eseguiti e pagati nell’anno precedente.

Trascorsi 5 giorni dall’invio della domanda, il sistema produrrà una ricevuta di accettazione oppure il rigetto della richiesta. Il beneficiario può comunque annullare o sostituire una comunicazione precedentemente inviata, entro il giorno 5 del mese successivo all’invio.

La comunicazione di cessione del credito va inoltre comunicata dopo 5 giorni dal rilascio della ricevuta ENEA, che attesta l’invio dell’asseverazione dei lavori.

L’asseverazione è un documento rilasciato da un professionista abilitato o una società specializzata, che attesta il rispetto di determinati requisiti, necessari per accedere ad agevolazioni o bandi.

Nel caso del Superbonus, l’asseverazione è rilasciata da un tecnico abilitato e deve essere inviata all’ENEA e, nel caso di lavori di efficientamento energetico, inviata per via telematica entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.

Il documento sarà sottoposto ai necessari controlli da parte dei tecnici ENEA, che solo dopo la trasmetteranno al Ministero dello Sviluppo Economico.

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Quali sono gli interventi agevolabili?

Gli interventi che danno diritto al Superbonus 110% sono quelli detti trainanti o principali, che vedremo nel dettaglio tra poco. Rientrano nell’agevolazione anche dei lavori ulteriori, detti trainati o aggiuntivi, ma solo se eseguiti congiuntamente ai lavori trainanti.

Interventi trainanti o principali

I lavori trainanti o principali che danno diritto alla detrazione fiscale sono:

  • L’isolamento termico delle superfici che interessano l’involucro degli edifici purché abbiano un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità abitativa presente all’interno di edifici plurifamiliari, che in ogni caso deve avere almeno un accesso autonomo dall’esterno;
  • La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale su parti comuni di edifici, purché si tratti di impianti centralizzati a condensazione, a pompa di calore o a microgenerazione;
  • La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale nelle case unifamiliari, che possono comprendere impianti di microgenerazione oppure impianti per la fornitura, il riscaldamento e il raffrescamento dell’acqua sanitaria.
  • Gli interventi antisismici, previsti dal Sismabonus 110%.

Interventi trainati o aggiuntivi

Gli interventi trainati o aggiuntivi, che possono essere agevolati al 110% solo se eseguiti congiuntamente a quelli trainati, sono:

  • Interventi rientranti nel c.d. Ecobonus;
  • L’installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo;
  • L’installazione di impianti di ricarica per veicoli elettrici;
  • Interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Tali interventi, se non eseguiti congiuntamente ad un intervento trainante, godono delle detrazioni ordinarie dal 50% al 90%.

È sempre obbligatorio effettuare un intervento trainante per ottenere l’agevolazione al 110%?

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che per ottenere la detrazione del Superbonus 110% è obbligatorio eseguire almeno uno degli interventi trainanti, ma a questa regola è prevista un’eccezione.

Quando si tratta di edifici sottoposti ad uno dei vincoli paesaggistici o previsti dai beni culturali, oppure sono vietati gli interventi di tipo strutturale a causa di regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali, gli interventi di riqualificazione energetica sono agevolati anche in assenza di interventi trainanti.

In questi casi gli interventi di efficientamento energetico devono portare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche o permettere il conseguimento della classe energetica più alta.

Che requisiti devono rispettare gli interventi per usufruire dell’agevolazione?

Affinché si possa usufruire della detrazione fiscale al 110% gli interventi di riqualificazione energetica devono comportare un miglioramento di almeno 2 classi energetiche degli edifici o delle unità abitative.

Questo risultato si può raggiungere anche attraverso l’esecuzione congiunta di interventi trainanti con altri interventi agevolati, come ad esempio la sostituzione degli infissi o dei serramenti oppure l’installazione di un impianto fotovoltaico e dei relativi sistemi di accumulo.

Il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dev’essere anche dimostrato dall’Attestato di Prestazione Energetica pre-intervento e post-intervento.

Tra i requisiti indispensabili per ottenere l’agevolazione 110%, si ricorda che gli interventi di efficientamento energetico c.d. trainati devono essere eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti o principali.

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Scadenze e tempistiche

Gli interventi per i quali si può richiedere la detrazione fiscale vanno eseguiti dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La data da segnare in calendario per la presentazione della richiesta è invece il 16 marzo dell’anno successivo al pagamento dei lavori agevolati.

Entro questa scadenza il richiedente deve quindi inviare la domanda per via telematica all’Agenzia delle Entrate. Bisogna poi aspettare 5 giorni per ricevere la ricevuta di accettazione o il rigetto della domanda.

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Cosa succede in caso di vendita o locazione dell'immobile oggetto di interventi

Quando l’immobile interessato dai lavori agevolati viene venduto, il diritto alla detrazione delle quote residue spetta acquirente, a meno che non venga indicato diversamente nell’atto di vendita.

In presenza di un accordo tra le parti, è possibile inserire nel rogito notarile la volontà di lasciare al venditore il diritto alla detrazione residua. In alternativa si può ricorrere anche ad una successiva scrittura privata autenticata da un pubblico ufficiale.

Nel caso in cui la vendita riguardi solo una quota dell’immobile, il diritto a ottenere la detrazione fiscale rimane invece al venditore.

Qualora ci siano dei dubbi in merito al soggetto che può usufruire dell’agevolazione per quell’anno, è necessario individuare la persona che risulta proprietaria dell’immobile il 31 dicembre di quello stesso anno.

In caso di locazione, la detrazione spetta sempre al soggetto che ha sostenuto le spese relative agli interventi agevolati, che si tratti del proprietario o del locatore. Una modifica del contratto di locazione, non fa venir meno, quindi, il diritto alla detrazione per il soggetto che ha pagato gli interventi interessati dall’agevolazione.

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Altre agevolazioni a cui è possibile accedere

Il Superbonus 110% non è l’unico incentivo creato allo scopo di incentivare gli interventi di efficientamento energetico, gli interventi sismici e gli interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici o degli impianti di ricarica dei veicoli elettrici.

Tra le altre agevolazioni dobbiamo ricordare l’Ecobonus, che prevede incentivi per privati e imprese che intendano effettuare dei lavori allo scopo di ridurre i consumi energetici di edifici già esistenti. Prevede una detrazione fiscale dal 50 al 65%, che può arrivare anche al 75% in caso di condomini, o all’85% qualora l’agevolazione venga accorpata al Sismabonus.

Anche il Sismabonus ordinario prevede una detrazione fiscale per gli interventi volti alla riduzione del rischio sismico dei fabbricati. L’agevolazione viene riconosciuta in misura variabile, a seconda della variazione del rischio sismico e del tipo di fabbricato, che può essere condominiale o meno. La detrazione parte dal 70% della spesa, ma può raggiungere anche l’85%.

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TRASPARENZA

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni contrattuali si rinvia ai fogli informativi e/o alla documentazione contrattuale disponibili sul sito www.bancobpm.it e presso le filiali della Banca. Richieste soggette a valutazione e approvazione da parte della banca.

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