Lavoro facile e ben pagato da casa? Attenti al Money Mule!

La destabilizzazione economica e sociale, causata dalle misure di contenimento della pandemia, sta provocando un crescente aumento della perdita di posti di lavoro. La crisi del mondo del lavoro diviene quindi una nuova occasione per la proliferazione delle truffe informatiche che hanno lo scopo di reclutare individui (Money Mule) per riciclare denaro proveniente da attività illecite.

La tattica del “mulo” o intermediario non è nuova, tuttavia le agenzie governative avvertono che potremmo assistere a un aumento di questi attacchi a causa degli effetti della pandemia sull’economia.

Di cosa si tratta

L’approccio più comune per le truffe di questo tipo inizia con un messaggio di posta che offre un lavoro facile, ben ripagato e fattibile da casa propria.

Il contenuto del messaggio si presenta generalmente vago: menziona solo un eventuale pagamento, la possibilità di lavorare da casa e per avere ulteriori dettagli viene richiesto alla vittima di rispondere all’e-mail.

Se la vittima accetta l’offerta di lavoro, generalmente viene richiesta la disponibilità di operare trasferimenti di denaro trattenendo una commissione: il denaro che verrà trasferito proviene da attività illegali, ricadendo nel reato di riciclaggio.

Il reclutamento di money mules si sta verificando anche per presunte Fondazioni o ONG collegate al Coronavirus: alle persone “assunte” viene richiesto di intermediare, attraverso i propri conti correnti bancari, importi derivanti da donazioni per la lotta contro il virus. A fronte di ciò viene corrisposta loro una parte della somma, mentre la restante viene trasferita su sistemi Bitcoin.

Tali schemi, che pur prevedono una remunerazione per la recluta-vittima, aiutano i criminali a riciclare denaro da attività fraudolente e account compromessi.

Se vuoi continuare ad approfondire cos’è il money muling e come puoi difenderti leggi l’articolo che abbiamo dedicato a questo argomento, oppure consulta gli approfondimenti:

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