Mutuo rifiutato: dopo quanto si può riprovare (e dopo quanto conviene farlo)

La mancata approvazione di un mutuo è una brutta notizia, ma niente a cui non si possa rimediare. Di norma il responso della richiesta viene registrato su una banca dati accessibile a tutti gli istituti di credito, quindi difficilmente si potrà provare subito a fare una nuova richiesta altrove.

Normalmente è meglio aspettare dai 30 ai 45 giorni prima di fare una nuova richiesta. Questo è il termine minimo affinché la richiesta stessa venga considerata, ma non significa altrettanto che verrà approvata.

Il problema non è il tempo, ma le condizioni. Se la banca ha rifiutato il mutuo, evidentemente ci sono degli impedimenti che sarebbero facilmente notati da qualsiasi altro istituto di credito. Difficilmente queste cambieranno nell’arco di uno o due mesi, per cui bisogna fare un discorso di sostanza e non solo di tempistiche.

In questo nuovo appuntamento sul blog, dunque, vogliamo concentrarci sulle cose da fare affinché la seconda richiesta vada in porto.

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1 - Potenziare le garanzie

Le garanzie sono sempre un aspetto fondamentale nella valutazione di un mutuo. Nella maggior parte dei casi, se una richiesta di mutuo viene respinta è perché l’aspirante mutuatario non ha abbastanza garanzie per ottenere il finanziamento.

In questo caso, la prima cosa che potremmo fare è cercare un parente o un amico disposto a concederci una fideiussione. Si tratta del famoso garante, una persona che si impegna a rispondere per conto del mutuatario nel caso di mancato pagamento delle rate.

Certo, la posizione del mutuatario è importante e non è facile trovare una persona disposta a prendersi questo impegno. Allo stesso tempo, però, è una garanzia molto utile da far valere in sede di richiesta di mutuo.

Un’altra cosa che si può fare, specialmente all’interno di una coppia dove entrambi lavorano, è cointestare il mutuo per raddoppiare le garanzie offerte alla banca. Questa è una scelta sempre più comune che spesso fa la differenza nell’ottenimento del credito.

2 - Migliorare l’affidabilità creditizia

L’affidabilità creditizia è un parametro che misura, tenendo conto di tanti piccoli fattori, quanto sia sicuro prestare denaro a un certo ente. Esiste un’affidabilità creditizia sia per i governi nazionali che per le imprese e per i privati; questi ultimi sono quelli che ora ci interessano di più.

Un ottimo modo per iniziare a migliorare la propria affidabilità creditizia è chiudere i prestiti attualmente in corso, finendo di ripagarli o optando per l’estinzione anticipata. Se ci sono dei debiti pre-esistenti, la banca ne terrà conto per valutare la capacità di rimborso del mutuo.

In generale, poi, è bene mostrarsi dei buoni pagatori: saldare le bollette in tempo, chiudere qualunque contenzioso legale e non avere nessun creditore alla porta che chiede di incassare denaro.

3 – Abbassare il loan-to-value

Il loan-to-value (o LTV) è un parametro essenziale durante la valutazione di una richiesta di mutuo. Si tratta del rapporto tra il denaro che una persona chiede in prestito e il valore del suo immobile, stabilito dalla perizia o dal prezzo di acquisto.

Attualmente in Italia le banche concedono fino all’80% del minor valore fra prezzo di acquisto e perizia..

Ci sono tre modi per abbassare il loan-to-value della richiesta di mutuo:

  • Scegliere un immobile meno costoso, in modo da diminuire la somma che è necessario chiedere in prestito alla banca
  • Aspettare un po’di tempo e risparmiare il più possibile, così da poter acquistare una percentuale maggiore dell’immobile con i propri risparmi anziché con il denaro chiesto in prestito
  • Cercare un immobile ad un prezzo particolarmente vantaggioso, ad esempio a un’asta, in modo che la banca veda l’immobile come una garanzia forte perché il valore della casa è di molto inferiore alla valutazione del perito

Considerando che il mercato immobiliare è in una fase stagnante in gran parte d’Italia, purtroppo le valutazioni dei periti non tendono più a considerare un futuro aumento di valore degli immobili. Ecco perché diventa ancora più importante trovare un buon affare e non pagare la casa più del suo valore reale. Uno strumento utile per evitare questo rischio è chiedere una pre-perizia, di modo da sapere già quale potrà essere il responso della perizia ufficiale della banca.

4 – Chiedere una liberatoria

Una volta che il mutuo è stato rifiutato, di solito la banca procede con la segnalazione alla Centrale Rischi. Questo, però, rende anche molto più difficile ottenere un mutuo in futuro. Per evitare che questo avvenga, una scelta utile è quella di chiedere una liberatoria.

La liberatoria è un documento con cui chi fa richiesta di mutuo rinuncia formalmente a procedere con la sua richiesta. In questo modo risulterà che sia tu ad aver bloccato le operazioni, non l’istituto di credito ad aver respinto la domanda.

Quando è evidente che non si possa raggiungere un accordo, questa scelta è per lo meno utile per evitare di compromettere le future richieste.

 

 

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni economiche di tutte le tipologie di mutuo fare riferimento alle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto a Consumatori disponibili anche presso le filiali della banca.

L’erogazione del finanziamento è subordinata alla normale istruttoria da parte della banca. Il credito è garantito da un’ipoteca sul diritto di proprietà o su altro diritto reale avente per oggetto un bene immobile residenziale.

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