Limite pagamento in contanti: ecco cosa dice la legge

La legge di stabilità del 2016 ha imposto un limite per il pagamento in contanti di 3.000 euro, superiore quindi al limite di 1.000 euro in vigore precedentemente. Ciò significa che il limite per i contanti è oggi compreso tra i 1.000 e i 2.999,99 euro ed i pagamenti al di sopra di 3.000 euro dovranno essere eseguiti tramite una delle seguenti modalità: bonifico bancarioassegno circolarecarta di credito oppure carta di debito (bancomat).

Da allora la normativa sul denaro contante per i cittadini italiani è rimasta immutata, mentre per gli stranieri la legge di bilancio 2019 ha aumentato il limite da 10.000 a 15.000€.

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Che cosa è cambiato?

Le novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 sono relative a:

È la somma massima che può essere utilizzata nei pagamenti in contanti per l’acquisto di beni o servizi. Ciò per limitare i casi di riciclaggio di denaro proveniente da traffici illeciti.

Rimane invariato il limite di 1.000 euro per la rimessa di denaro (money transfer) e per l’emissione di assegni in cui non è presente né l’indicazione del beneficiario, né la clausola di non trasferibilità.

  • Accettazione delle carte di credito o di debito per pagamenti superiori a 5 euro

La legge di stabilità 2016 ha stabilito l’onere che ricade sui professionisti, imprese ed esercenti di accettare pagamenti tramite POS, dai 5 euro in su.

  • Abbattimento delle commissioni bancarie

Per i pagamenti elettronici effettuati tramite carte di credito o di debito con importi inferiori ai 5 euro, i commercianti hanno una riduzione delle commissioni bancarie.

Come pagare cifre superiori ai 3.000 euro

É sempre consigliabile, a partire dalla cifra di 3.000 euro in su, adottare delle forme di pagamento rintracciabili come: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito o carta di debito (bancomat).

È tuttavia possibile effettuare pagamenti superiori a 3.000 euro anche in contanti, mediante la rateizzazione della somma e solo a queste condizioni:

  • ogni rata deve essere non superiore a 3.000 euro;
  • deve esserci un accordo scritto tra le parti;
  • il pagamento deve essere connaturato all’operazione, per esempio in base al procedere delle cure dentarie da un dentista. Un ipotetico pagamento di 4.000 euro, in questo caso, potrebbe prevedere una prima rata da 1.600 euro e una seconda e terza rata da 1.200 euro ciascuna.

L’alternativa al contante

Abbiamo dunque visto come, dalla legge di stabilità 2016, è cambiata la normativa sul pagamento in contanti. I conti correnti, però, oggi offrono diversi servizi per pagamenti rintracciabili davvero facili da utilizzare.

Il bonifico, oggi, è il modo migliore per fare un pagamento sopra i 3.000, si può effettuare in assoluta sicurezza, sia in Italia che all’estero, anche online se si dispone di internet banking.

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