Leasing strumentale: cos'è e come calcolare il finanziamento per acquisto di beni mobili

Per un’azienda, attrezzature, macchinari e impianti rientrano tra gli asset più importanti, ma col progredire della tecnologia diventa necessario sostituire periodicamente questa dotazione con una più moderna. In questi casi il leasing strumentale è la soluzione più indicata per l’acquisto di questi beni.

Questa forma di finanziamento ha diversi vantaggi, perché offre flessibilità, agevolazioni fiscali e la possibilità di stare al passo con l’innovazione tecnologica a condizioni molto convenienti. Prima di valutare questa opportunità, bisogna capire anche come calcolare il finanziamento e come funziona.

Cos’è il leasing strumentale

Il leasing strumentale è una forma di finanziamento usata dalle imprese per rendere più moderni i beni strumentali utilizzati e migliorare la produttività. Con questo prodotto finanziario è possibile acquisire un bene mobile strumentale all’attività di impresa, dietro pagamento di un canone periodico.

Il contratto di leasing prevede anche l’opzione del riscatto, quindi al termine del leasing l’impresa può scegliere di acquistare il bene strumentale in questione, a fronte del pagamento di un importo prefissato. Spesso il leasing beni strumentali è utilizzato anche per acquistare questi beni a condizioni vantaggiose.

Infatti, l’acquisto diretto di macchinari o impianti costringerebbe l’impresa a intaccare le proprie riserve di liquidità e spesso ha un costo maggiore rispetto al leasing. Esistono anche altri vantaggi per l’azienda, come la deducibilità dei canoni pagati e la dilazione del pagamento dell’IVA per tutta la durata del contratto.

Il contratto di leasing strumentale

Il leasing per i macchinari e gli impianti è un contratto che vede coinvolte tre parti: l’impresa, il fornitore e la banca o la società di leasing. Ognuna di queste parti ha un ruolo decisivo e trae vantaggio dall’accordo.

L’impresa che sceglie il leasing per le attrezzature è tenuta a pagare un canone periodico, fisso o variabile, per tutta la durata del contratto e in cambio ottiene l’immediata disponibilità del bene. Alla scadenza può scegliere se restituirlo o esercitare il diritto di riscatto.

Quando l’impresa sceglie la seconda opzione, pagherà all’intermediario finanziario un prezzo predeterminato e stabilito nel contratto. Tale importo in genere è più basso rispetto a quello che si pagherebbe per l’acquisto diretto del bene.

Il fornitore o produttore vende il bene strumentale alla banca, che lo concede in leasing all’impresa in cambio dei canoni di locazione. Tutte le parti coinvolte ottengono quindi un vantaggio economico e questa caratteristica ha reso il leasing uno strumento molto apprezzato e utilizzato.

Per calcolare i canoni che l’impresa dovrà pagare per il leasing, è necessario chiedere un preventivo dettagliato all’intermediario finanziario, ma solo dopo aver negoziato tutte le condizioni del contratto.

Tempistiche e requisiti per ottenere un leasing strumentale

Il leasing strumentale ha una durata che va da 3 anni a 10 anni. In genere è un dettaglio che può essere negoziato dalle parti, soprattutto in base alle esigenze dell’impresa che utilizzerà il bene strumentale.

Durante questo lasso di tempo l’impresa dovrà corrispondere i canoni all’intermediario finanziario e potrà dilazionare il pagamento dell’IVA. È possibile concordare anche l’erogazione di servizi accessori, come un’assicurazione o la manutenzione.

Le tempistiche per stipulare un contratto di leasing sono piuttosto brevi, infatti nell’arco di 15 giorni è possibile ottenere l’esito della richiesta da parte dell’istituto bancario o della società di leasing.

Per quanto riguarda i requisiti necessari per ottenere un leasing strumentale, l’impresa dev’essere iscritta alla Camera di Commercio e operativa da almeno 12 mesi. Si richiede che sia stato approvato almeno un bilancio d’esercizio oppure che sia stato inviato un Modello Unico all’Agenzia delle Entrate.

È importante che la situazione finanziaria dell’azienda non desti preoccupazioni, quindi non devono risultare protesti, ritardi nei pagamenti di precedenti prestiti o difficoltà a gestire le eventuali scoperture del conto corrente. Queste situazioni rendono la procedura più complessa e possono portare al rigetto della richiesta di leasing.