Finanziarsi con il Crowdfunding: tutto ciò che start up e PMI devono sapere

Il termine crowdfunding è entrato sempre più nel linguaggio comune e rappresenta un modo non convenzionale per raccogliere capitali online. Questi fondi vengono utilizzati per realizzare iniziative benefiche, sviluppare un nuovo prodotto o un’idea imprenditoriale.

I numeri del crowdfunding sono molto interessanti e questo particolare inizia a destare la curiosità di start up e PMI. Scopriamo allora quali sono i vantaggi di questa forma di finanziamento, qual è la normativa di riferimento e come organizzare una campagna di crowdfunding di successo.

Cos’è il crowdfunding

Per capire in cosa consiste il crowdfunding possiamo partire dall’etimologia del termine, di derivazione inglese, che rappresenta l’unione delle parole crowd (folla) e funding (finanziamento). Si tratta quindi di un finanziamento di massa che ai giorni nostri si muove attraverso appositi portali online.

In realtà delle forme rudimentali di crowdfunding esistevano già prima di internet e la stessa costruzione del piedistallo della Statua della Libertà è stata finanziata negli Stati Uniti attraverso un’iniziativa di crowdfunding promossa da Joseph Pulitzer.

Ogni giorno vengono lanciate nel mondo nuove iniziative di crowdfunding, ma anche in Italia il fenomeno sta riscontrando un grande successo. Nel nostro Paese i portali che promuovono i progetti da finanziare e che sono stati censiti dalla Consob sono già 32, a cui vanno ad aggiungersi anche banche e imprese di investimento che sono coinvolte nella loro gestione.

Fino all’estate 2017 i fondi raccolti dai portali italiani di equity based crowdfunding hanno superato i 12 milioni di euro e di anno in anno si registra un costante incremento. Ci sono ottimi motivi per ritenere che questa forma di finanziamento rappresenti una vera opportunità per le imprese che hanno un’idea, ma non il capitale per realizzarla.

I vantaggi del crowdfunding

Esistono diverse ragioni che rendono il crowdfunding una soluzione di finanziamento molto valida e il vantaggio più immediato deriva proprio dalla raccolta dei capitali. Molti progetti ideati da menti brillanti non avrebbero mai visto la luce senza il finanziamento da parte di persone comuni, che hanno creduto nel successo dell’iniziativa.

Il binomio tra crowdfunding e start up è spesso molto forte, perché spesso le giovani imprese che non hanno una storia creditizia alle spalle, hanno difficoltà ad accedere ai tradizionali finanziamenti bancari.

Il crowdfunding presenta anche dei vantaggi indiretti, come la possibilità di validare un’idea prima ancora che il prodotto o servizio sia immesso nel mercato. Si tratta quindi di un test molto valido per capire se attorno al progetto c’è interesse e quindi la possibilità di trovare in futuro una clientela disposta ad acquistare.

Inoltre quando un imprenditore presenta la propria idea al grande pubblico per avviare una campagna di crowdfunding, è obbligato ad adottare la massima trasparenza nella gestione del business. Gli utenti del web sono osservatori molto attenti e così come possono premiare un’idea con un finanziamento, con la stessa potenza possono distruggere un brand considerato disonesto o poco etico.

Per trovare investitori con il crowdfunding è possibile utilizzare piattaforme che promuovono i progetti anche fuori dai confini nazionali. Nel crowdfunding non esistono frontiere e il coinvolgimento degli investitori spesso li trasforma in clienti o veri e propri fan.

La normativa italiana sul crowdfunding

La raccolta di capitali nel web attraverso il crowdfunding è un fatto relativamente nuovo e sono pochi gli stati che hanno disciplinato con apposite leggi questo fenomeno. L’Italia da questo punto di vista è stata pioniera ed ha elaborato una normativa specifica per l’equity crowdfunding.

Il decreto legge 179/2012 ha previsto che possono accedere alle risorse del crowdfunding solo le start up innovative, che a questo scopo possono servirsi di specifici portali online. Le piattaforme devono rispondere a specifici requisiti e operano sotto il controllo della Consob.

L’obiettivo è assicurare la massima trasparenza, attraverso portali che offrono un servizio affidabile e di alta qualità. Non a caso le piattaforme web sono gestite da operatori altamente qualificati, come banche e imprese già autorizzate a erogare servizi di investimento.

Le tipologie di crowdfunding

Abbiamo già parlato di equity crowdfunding, ma esistono anche altre tre tipologie che bisogna conoscere. Vediamo allora quali sono le caratteristiche di ognuna:

  • Equity crowdfunding. Si tratta di un vero e proprio investimento, perché le imprese in cerca di capitali che propongono un progetto, offrono in cambio una quota sociale. L’investitore può rivendere la propria quota in un secondo momento, realizzando così un profitto, oppure può perdere interamente il proprio capitale nel caso in cui la società fallisse. Esistono comunque diverse misure di tutela per gli utenti, offerti dalla Consob e dalla normativa vigente.
  • Donation crowdfunding. Sono per lo più iniziative di beneficienza e chi offre i propri capitali non riceve in cambio alcuna forma di remunerazione, come in una donazione.
  • Reward crowdfunding. Gli investitori in questo caso vengono premiati con una ricompensa proporzionata al capitale versato e che può avere forma diversa a seconda del progetto. Gli stessi prodotti e servizi creati dall’impresa possono diventare dei reward.
  • Lending crowdfunding. Si tratta a tutti gli effetti di un prestito che viene erogato dagli utenti all’impresa, che restituirà l’intero importo più una quota di interessi.

Come avviare una campagna di crowdfunding di successo

Il crowdfunding può diventare uno strumento chiave per l’avviamento o la crescita di un progetto imprenditoriale, ma solo per chi è in grado di lanciare una campagna di successo. È un processo molto più complesso di una semplice colletta online, infatti bisogna curare diversi passaggi.

Visto che si tratta pur sempre di una raccolta di capitali realizzata nel web, l’impresa deve possedere dei canali di comunicazione digitale per farsi conoscere. È indispensabile avere un sito web moderno e adattabile a vari dispositivi e la strategia di comunicazione deve comprendere anche i social media.

I potenziali investitori devono conoscere gli imprenditori che stanno dietro al progetto e le persone che fanno parte della compagine sociale. Bisognerebbe anche incoraggiare gli utenti a mettersi in contatto con l’impresa, in modo da instaurare una relazione di fiducia.

Tutti i dettagli della campagna vanno studiati con attenzione, dall’obiettivo economico della raccolta fondi alla sua durata, dalla ricompensa offerta ai sostenitori alle modalità per coinvolgerli nel progetto. In genere le campagne di successo sono quelle in grado di soddisfare un’esigenza reale e di coinvolgere un gran numero di sostenitori sia online che offline.