POS obbligatorio: a chi è rivolta la normativa?

La normativa sul POS obbligatorio ha destato fin da subito perplessità da parte di commercianti e professionisti, ma anche molti dubbi. Le modifiche legislative e gli interventi del Consiglio di Stato di certo non hanno giovato a fare chiarezza sulla disciplina in vigore e sugli obblighi a carico degli operatori economici.

Facciamo allora il punto della situazione per capire in che modo si è evoluta la normativa, qual è il regime attualmente in vigore e quali sono le sanzioni e le agevolazioni fiscali che bisogna conoscere.

L’evoluzione della normativa sul POS

L’obbligo del POS è stato introdotto per la prima volta in Italia nel 2014 con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale e favorire l’uso della moneta elettronica rispetto al contante. Secondo la normativa, imprese, liberi professionisti, artigiani e commercianti dovevano mettere a disposizione del cliente il pagamento tramite POS dietro sua espressa richiesta.

L’obbligo scattava in caso di pagamenti di importo superiore a 30€ e la violazione di questa prescrizione non comportava alcuna sanzione. L’assenza di sanzioni lascia pensare che in realtà non si trattava di un vero e proprio obbligo, ma piuttosto di un onere.

Con la Legge di Stabilità 2016 la normativa ha subito una modifica, infatti il diritto al pagamento tramite POS diventa operativo solo per transazioni superiori a 5€ e non più 30€. L’intervento legislativo mirava inoltre a ridurre i costi bancari per ogni transazione e a introdurre delle sanzioni.

La sanzione, pari a 30€ per ogni richiesta di pagamento con POS rifiutata, è stata però abrogata dal Consiglio di Stato il 1° giugno 2018. In questa data, infatti, il Consiglio di Stato ha dichiarato incostituzionale il rimando all’articolo 693 del Codice penale, sul rifiuto di monete aventi corso legale.

Allo stato attuale, quindi esiste l’obbligo di POS, ma non una sanzione che punisce i trasgressori. Questa situazione di incertezza ha portato molti commercianti, liberi professionisti e artigiani a rinunciare al POS e quindi a risparmiare sui costi legati al suo utilizzo.

A chi è rivolto l’obbligo POS

Le disposizioni sul POS obbligatorio riguardano tutte le attività commerciali, anche se di piccole dimensioni, e le prestazioni professionali. Si tratta infatti di attività che spesso operano a stretto contatto con il pubblico e che quindi possono usare il POS nelle propri sedi.

Le attività interessate sono, ad esempio, quelle che lavorano nella ristorazione, come ristoranti e bar, gli artigiani, come il falegname e l’impiantista, i liberi professionisti, come gli avvocati e gli ingegneri, le attività ricettive e le aziende, indipendentemente dal settore.

Non è previsto alcun obbligo di POS per le stazioni di servizio, che incassano anche le accise per conto dello Stato, e anche per i tabaccai, che gestiscono la vendita delle marche da bollo. L’esenzione riguarda anche i professionisti che lavorano presso uno studio associato e non si interfacciano direttamente con la clientela.

Sanzioni per chi rifiuta pagamenti con POS

Dopo la Legge di Stabilità 2016 sono entrate in vigore le sanzioni per gli esercenti che rifiutano i pagamenti con POS, ma questo regime sanzionatorio è rimasto vigente solo fino alla pronuncia del Consiglio di Stato, nel 1 °giugno 2018.

A partire da questa data, sono state abrogate le sanzioni che punivano i trasgressori con una multa di 30€ per ogni pagamento rifiutato. È bene sottolineare che la regola del POS obbligatorio è rimasta comunque valida, sebbene non sia assistita da sanzioni in caso di violazioni.

In assenza di sanzioni, molti esercenti si sono sentiti liberi di non utilizzare il POS, visto che si tratta comunque di un servizio che comporta dei costi, sebbene il sistema bancario si sia mosso per ridurre le commissioni a carico di chi riceve i pagamenti.

Agevolazioni fiscali e vantaggi per chi preferisce pagamenti con bancomat e carte di credito

I clienti che preferiscono usare carte di pagamento piuttosto che contanti sono sempre più numerosi e quegli operatori economici che non si sono ancora conformati all’obbligo del POS, rischiano di perdere una fetta della propria clientela.

Al contrario, l’uso del POS è un modo per aumentare le entrate e accettare ad esempio pagamenti da parte dei turisti, che sono in possesso solo di carte o contanti in valuta estera.

Ricevere pagamenti tramite POS permette anche alle imprese e i commercianti di evitare di fare versamenti periodici sul conto corrente, perché il denaro va a confluire direttamente sul conto, senza ulteriori passaggi.

Tramite POS si possono ricevere non solo pagamenti con bancomat, carte di credito e prepagate, ma esiste anche la possibilità di accettare i pagamenti tramite smartphone. I flussi di cassa inoltre rimangono registrati ed è più facile tenere traccia di tutte le entrate relative alle vendite.

I Governi si sono attivati per aprire un dialogo con gli istituti di credito, in modo da ottenere le migliori commissioni POS, che sarebbero di certo di grande aiuto per incentivare il suo utilizzo. Sono allo studio anche agevolazioni fiscali ad hoc per chi si conforma all’obbligo.