Business Angel: chi è, come finanzia le start up e come trovarlo

La raccolta di capitali per le start up può seguire diverse strade e una di queste è quella di coinvolgere un Business Angel, un investitore che crede nel futuro del progetto a tal punto da rischiare il proprio denaro. Sebbene non occorra prestare garanzie ad una banca, né avere una storia creditizia alle spalle, non è certo un percorso in discesa per gli imprenditori che hanno avviato la propria start up.

Prima di ogni cosa bisogna capire chi è il Business Angel e poi come attrarre il suo interesse nell’impresa. Tra l’altro, gli investimenti dei Business Angel sono soggetti a delle regole ben precise, quindi bisogna sapere anche qual è la normativa di riferimento.

Business Angel: chi è e cosa fa

Il Business Angel o Angel Investor è un investitore informale che sceglie di rischiare il proprio capitale per supportare una start-up innovativa. Non si tratta solo di aiuti economici, ma anche le competenze, i contatti e l’esperienza di questa persona possono diventare delle risorse molto importanti per lo sviluppo e la crescita della giovane impresa.

È quindi una persona fisica che mette in campo delle risorse proprie, spinto da motivazioni di vario genere. L’interesse verso una determinata causa o tecnologia, ragioni di tipo etico, la voglia di accettare una sfida difficile, possono essere tutti motivi validi per muovere un Business Angel, che non è spinto solo da ragioni economiche.

Questa figura è stata di recente disciplinata anche dalla Legge di Bilancio 2019, che ha previsto una precisa definizione di Business Angel. Sebbene sia un investitore informale e quindi non istituzionale, deve iscriversi in un registro tenuto presso la Banca d’Italia. Sono stati previsti anche dei requisiti economici, infatti questa persona deve investire nella start up innovativa almeno 50.000€ in tre anni.

Dove e come trovare un Business Angel per finanziare la propria attività

Con il nuovo registro dei Business Angel istituito presso la Banca d’Italia, trovare un Business Angel è ancora più semplice per gli imprenditori. Questo elenco rappresenta una base da cui partire per la ricerca, sufficiente per instaurare il primo contatto e (si spera) destare l’interesse dell’investitore.

Prima dell’istituzione del registro ufficiale, gli utenti del web non sono rimasti a guardare e sono nati diversi portali online allo scopo di individuare i Business Angel italiani. Nel tempo si sono costituiti veri e propri network di investitori, che dedicano risorse economiche, tempo e competenze per supportare le start up innovative.

La comunità di Business Angel più grande d’Italia al momento è Italian Angels for Growth, formata da ben 190 persone competenti nel settore dell’imprenditoria, dell’industria e della finanza. Dal 2007 sono già stati investiti 30 milioni di euro in 80 progetti.

Business Angel vs Venture Capital

Chi è alla ricerca di investimenti e incentivi per start up dovrebbe inoltre conoscere la differenza tra Business Angel e Venture Capitalist. In entrambi i casi si tratta di investitori che supportano economicamente (ma non solo) le start up innovative, ma il modo in cui lo fanno non è lo stesso.

Le differenze emergono fin dal momento in cui questi soggetti scelgono di investire. La fase seed è quella preferita dai Business Angel, che entrano nel progetto quando la primissima idea di start up si sta formando. I Venture Capitalist intervengono nella fase immediatamente successiva, chiamata early stage.

I Business Angel puntano su progetti che operano in un settore che già conoscono bene, mentre i Venture Capitalist hanno un approccio un po’ più aperto e si focalizzano sulle potenzialità economiche del progetto.

Mentre i Business Angel investono un capitale tra i 10.000€ e i 500.000€, nel Venture Capital gli investimenti non scendono al di sotto dei 500.000€. Questa differenza è legata anche al tipo di start up, che sono di piccole dimensioni nel primo caso e molto più grandi nel secondo.