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Incubatori di startup: cosa sono, come funzionano e come aiutano le nuove imprese a nascere

04/12/2019

Creare una nuova impresa è un processo che richiede competenze, finanziamenti e un’efficace strategia di crescita. Allo scopo di agevolare la sopravvivenza e lo sviluppo delle giovani realtà imprenditoriali, gli incubatori di startup giocano un ruolo decisivo.

Gli strumenti di supporto offerti da queste organizzazioni sono di vario tipo, come la disponibilità di una sede fisica, consulenze mirate, finanziamenti e l’accesso ad un network di imprenditori che fornisce il terreno fertile per lo sviluppo delle nuove imprese.

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Incubatori di imprese: cosa sono e cosa fanno

Gli incubatori di startup sono organizzazioni che accelerano la nascita di un’impresa attraverso un processo sistematico, che prevede vari passaggi e strumenti di sostegno. Si tratta di realtà che possono avere varia natura, infatti si distinguono incubatori pubblici, che sono la maggioranza, e quelli privati.

Gli incubatori pubblici si pongono l’obiettivo di favorire la competitività di determinati settori o aree geografiche, mentre quelli privati hanno spesso una finalità economica, perché possiedono una quota della società. Qualunque sia la finalità, gli strumenti di crescita messi in campo in genere rimangono gli stessi.

Di cosa ha bisogno un’impresa per nascere e affacciarsi sul mercato? Gli incubatori offrono alle neonate imprese una sede in cui operare, ma si distinguono da un semplice coworking perché questo beneficio è affiancato da altre facilitazioni, come ad esempio consulenze strategiche in diverse materie, dal marketing alla gestione economica.

L’impresa viene quindi guidata da soggetti che offrono la propria competenza per dare ai nuovi imprenditori gli strumenti giusti per partire e sviluppare un piano di crescita. Si tratta quindi anche di un’esperienza formativa, ma di carattere pratico e costruita in base alle specifiche esigenze della startup.

Senza capitali nessun progetto imprenditoriale potrebbe vedere la luce e gli incubatori di imprese offrono il proprio supporto anche per ottenere gli incentivi per startup, che possono andare da finanziamenti a fondo perduto fino all’accesso a bandi per l’ottenimento di premi e riconoscimenti.

Le diverse tipologie di incubatore

Nel corso degli anni gli incubatori di imprese hanno subito un’evoluzione e se fino agli anni ’80 offrivano solo infrastrutture e servizi in condivisione, hanno poi iniziato a guidare le startup nel processo di creazione di strategie d’impresa.

Oggi gli incubatori sono organizzazioni che agli strumenti del passato ne hanno aggiunti di nuovi, fatti anche di network esterni per cogliere tutte le opportunità per le imprese, come quello di ottenere il supporto economico di un Business Angel. Abbiamo già visto la differenza tra incubatori pubblici e privati, ma per distinguere le varie tipologie bisogna partire dal modo in cui vengono erogati i servizi.

Gli incubatori Business Innovation Center (BICs) fanno una vera e propria selezione tra le startup e chi si aggiudica un posto ha diritto ad un vero e proprio progetto d’impresa cucito su misura in base alle sue esigenze.

Gli incubatori universitari o University Business Incubator (UBIs) aggiungono a questi servizi anche consulenze e tirocini per studenti universitari.

Gli incubatori privati dipendenti da grandi imprese o Corporate Private Incubator (CPIs) si distinguono dagli altri perché fanno capo ad una grande impresa, per lo più operante nel settore tecnologico, che trae vantaggio dallo sviluppo delle startup.

Infine ci sono gli incubatori privati indipendenti o Independent Private Incubator (IPIs) che in realtà intervengono solo dopo che la fase di incubazione si è conclusa, infatti andrebbero più propriamente chiamati acceleratori d’impresa.

Come accedere a un incubatore

Come abbiamo visto, in alcuni casi per accedere ad un incubatore bisogna superare una selezione. Chi è in possesso dei requisiti previsti, può presentare la propria candidatura e tutta la documentazione necessaria.

È quasi impossibile superare la selezione senza un team valido e una buona idea, che poi potrà essere meglio definita e sviluppata nelle fasi successive. Di certo può essere d’aiuto anche avere un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza e un potenziale mercato interessato ai prodotti o servizi della startup.

I giovani imprenditori che si mostrano più preparati e danno prova della conoscenza del mercato e di avere ben chiara la roadmap da seguire, sono quelli che hanno una marcia in più rispetto agli altri. Se poi si affronta la selezione con un prototipo già pronto, allora le possibilità di accedere all’incubatore aumentano in modo esponenziale.

 

 

 

L’articolo è di carattere divulgativo aggiornato alla data di pubblicazione. Per conoscere l’offerta della Banca consulta l’area Prodotti.

 

 

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