Cosa sono i future e perché i mercati degli Stati Uniti sono i più importanti

Cosa sono i future? Come sono nati? E perché gli Stati Uniti rappresentano il più importante mercato a livello globale per questo strumento di investimento? Scopri leggendo

All’inizio di dicembre 2017 ha debuttato al Chicago Board Options Exchange (CBOE) il primo future sui bitcoin, suscitando grande interesse (ma anche preoccupazione) in tutto il mondo finanziario.

Al di là della curiosità per l’ormai famosa criptovaluta, però, può essere utile approfondire il tema dei future, con particolare riferimento agli strumenti quotati nei mercati degli Stati Uniti. Qui infatti vi sono i mercati più ampi e liquidi del globo per questo tipo di strumenti finanziari e non è un caso che i trader italiani che li negoziano li affianchino con frequenza agli omologhi domestici ed europei.

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Cosa sono i future

In finanza i termini con cui vengono indicati i singoli elementi hanno una valenza precisa e non sono intercambiabili. Nel caso specifico, future sono contratti e non titoli (questi ultimi sono emessi solo dalle banche), e come tutti i contratti stipulati tra due soggetti diversi (chi compra e chi vende) sono gravati da clausole che entrambi devono rispettare: l’obbligo (e non la possibilità, come invece è per le opzionidi negoziare un determinato sottostante al prezzo indicato e alla data di scadenza indicata.

Sono nati per semplificare la vita degli acquirenti di grandi quantità di beni deperibili, come grano o bestiame, che devono essere disponibili al momento del raccolto o della macellazione (quindi in un data futura) ma a un prezzo predeterminato, al fine di mettere al riparo da oscillazioni di mercato (raccolto scarso, morìa di bestiame, richieste della concorrenza).

Ma un’impresa può anche cambiare idea, quindi l’impegno a comprare o a vendere può trasformarsi da un’opportunità a un vincolo pericolosamente costoso; per questo si sono sviluppati i mercati dei contratti future, in cui si negoziano quindi non i sottostanti ma i contratti su di essi.

sottostanti sono molteplici, ma i più scambiati sono i future sugli indici azionari delle principali borse mondiali, su alcune materie prime (dette genericamente commodity, come oro, petrolio, metalli, prodotti alimentari, etc.), sulle valute (dollaro, euro, yen, franco svizzero, etc.) e sui dividendi.

I future possono prevedere la consegna fisica del bene alla scadenza del contratto (sono nati per questo), ma per i trader privati la consegna è impedita dal broker stesso, che può liquidare il contratto appunto prima della scadenza. Del resto, vedersi consegnare a casa bovini vivi o tonnellate di acciaio potrebbe rappresentare un problema.

Infine, i future possono essere contratti standard se negoziati in mercati regolamentati (solitamente con scadenza trimestrale), oppure non standard, se scambiati al di fuori di essi (over-the-counter od OTC).

I future in Italia e in Europa

Senza soffermarci sulla distinzione tra MTF e mercati regolamentati, il trader italiano può accedere a un ampio numero di circuiti in cui sono negoziabili i future.

In Italia il mercato principe è l’IDEM (sul Sedex sono quotati invece cw e certificati), in particolare il FIB (contratto future sull’indice FTSE MIB che comprende le azioni delle 40 società italiane quotate a maggior capitalizzazione e flottante), mentre in Europa troviamo l’Eurex con un’ampia gamma di contratti, il circuito Euronext (future sugli indici dei mercati di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona), The ICE (Intercontinental Exchange, già LIFFE, future su commodity) e l’LMax (future su indici e materie prime).

I future negli Stati Uniti

Per i future, tuttavia, sono i mercati degli Stati Uniti i più importanti a livello globale, con particolare riferimento al CBOT (Chicago Board of Trade) e al CME (Chicago Mercantile Exchange), per quantità di strumenti e di sottostanti quotati ma anche per volumi scambiati.

Il CBOT (Chicago Board of Trade) è stato fondato nel 1848 ed è quindi la più vecchia borsa merci degli USA e su di esso è per esempio quotato il future sull’indice Dow Jones, mentre il CME è il più importante mercato regolamentato per i future sui tassi d’interesse e sugli indici azionari. Qui, per esempio, sono quotati i future sugli indici del Nasdaq, dell’S&P 500, del Russell, utilizzati come riferimento per l’andamento dell’economia e dei mercati finanziari mondiali.

(1) Holding Company Depository Receipt – (2) Gruppo CME
Fonte: Annuario del Trading Online Italiano 2018

Negoziazione a lotti

Negoziare in future non è sempre economico come operare sulle azioni. Non solo si tratta di strumenti più complessi, soggetti a variabili legate al contratto, al suo sottostante e, spesso, al rischio cambio (operando su strumenti quotati in valuta diversa dell’euro), ma hanno anche una caratteristica che fino a poco tempo fa li ha resi utilizzabili soltanto da trader dotati di ingenti capitali.

I future, infatti, si negoziano a lotti minimi e il loro prezzo è basato su un moltiplicatore detto punto indice. Cosa significa? Innanzitutto che i future sono contratti che prevedono la negoziazione di un numero minimo stabilito e fisso di unità del sottostante (il lotto, appunto): per esempio 100 azioni, 100 altri contratti derivati, 1000 barili di petrolio e così via.

Per esempio, sul sito di Borsa Italiana è possibile verificare la tabella dei lotti minimi dei future sulle azioni italiane.

Inoltre il prezzo del future è calcolato in punti indice, che può essere fissato a valore diversi e variare per un numero di punti indice prefissati. Per esempio, sul future sull’indice FTSE MIB (cioè il FIB) il valore del punto indice è di 5 euro, quindi se il valore dell’indice FTSE MIB è di circa 22.300 punti (19/12/2017), il prezzo di un lotto del future su di esso, cioè il FIB, è di 22.300 punti indice moltiplicato per 5 euro, ovvero 111.500 euro. Non proprio alla portata di tutti.

Per fortuna, con l’esplodere del fenomeno trading le borse hanno introdotto i lotti mini e, in alcuni caso, micro. Il punto indice sul Mini FIB ha un valore di 1 euro (quindi il prezzo è: 22.300 x 1 euro).

Sul Forex il lotto minimo standard è di 100.000 dollari, il mini lotto di 10.000 e il micro lotto di 1.000, ma offrire o meno mini e micro lotti è a discrezione del broker. Per verificare il prezzo reale di un future è necessario quindi studiarne bene le caratteristiche.

Cassa di compensazione e margini di garanzia

I contratti future vengono negoziati attraverso le casse di compensazione o clearing house. Si tratta di società che si interpongono tra acquirenti e venditori e garantiscono che l’esecuzione degli ordini nel rispetto delle regole, soprattutto per quello che riguarda tempi e modalità del pagamento delle transazioni.

Per fornire questa garanzia, le casse di compensazione obbligano i negoziatori a versare un “margine di garanzia”, ovvero, attraverso i broker, a bloccare sul conto una percentuale (variabile da strumento a strumento) del valore del contratto. Questa cifra va quindi considerata al momento di effettuare un ordine, perché deve essere presente sul conto.

di Andrea Fiorini

 

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