6 cose sui mutui che non tutti sanno

La scelta di fare un mutuo sulla prima casa accomuna tantissimi italiani, eppure ci sono cose che molti non sanno. Per questo abbiamo creato un elenco con le sei cose più interessanti che andrebbero conosciute, sia da chi sta valutando l’idea di richiedere un mutuo sia da chi ne ha già uno in corso.

Vorresti cambiare il tuo mutuo?

1. Un ottimo momento storico

Negli ultimi anni la Banca Centrale Europea ha deciso di favorire, con le sue politiche, chi vuole richiedere un mutuo. La BCE presta denaro alle banche ad un tasso molto basso, così anche le banche prestano denaro ad un tasso molto basso ai propri clienti.

Al momento, sia i mutui a tasso fisso che i mutui a tasso variabile hanno raggiunto un minimo storico. Per fare un paragone con gli anni recenti, questi risultano in media quattro volte meno costosi che nel 2012 e circa la metà di quanto lo erano nel 2016.

2. Interessi negativi

Succede molto raramente, ma è possibile che in alcuni contesti le banche concedano mutui ai propri clienti ad un tasso inferiore allo 0%. Questo avviene quando la banca centrale applica a sua volta tassi negativi agli istituti di credito, tanto che questi possono applicarli ai loro clienti.

Alcuni casi molto recenti sono quello della Danimarca e della Svizzera, dove alcuni mutui decennali sono stati offerti a tassi tra il –0,2% ed il –0,65%. Potrebbe succedere anche in Germania, dove i tassi sono attualmente prossimi allo 0%.

Nel contesto nazionale tuttavia questo non succede anche perché attualmente il codice civile italiano non lo consente (art. 1815 cod. civ.)

3. Politiche agevolate per la prima casa

Chi sta acquistando la sua abitazione principale può usufruire di numerose agevolazioni, che abbiamo spiegato in modo dettagliato all’interno di una guida specifica.

Alcuni aspetti del pacchetto di bonus previsti per l’acquisto della prima casa riguardano proprio il mutuo.

Ad esempio, le persone sotto i 35 anni che lavorano con contratti atipici o a tempo determinato potranno accedere più facilmente ai mutui sulla prima casa, grazie ad un fondo di garanzia statale che farà da garante per il loro debito.

Vale anche la pena di segnalare che sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale viene applicata un’imposta sostitutiva dello 0,25%, contro il 2% applicato sui mutui per le seconde case.

4. A che età, e fino a che età si può sottoscrivere un mutuo?

Quando la banca valuta l’erogazione del mutuo richiesto da un cliente tiene conto della sua età.

Chiunque abbia compiuto la maggiore età può recarsi in filiale e richiederne uno. Certo, oggi si tende a fare percorsi scolastici più lunghi e quindi non sono molti i 18enni italiani che si ritrovano nei fatti a fare richiesta per un mutuo sulla casa. In teoria, però, è possibile.

Esiste anche un limite superiore all’età del richiedente. La maggior parte degli istituti, infatti, concede il prestito al cliente solo se alla scadenza egli avrà meno di 75 anni; non è una regola fissa, in ogni caso, per cui talvolta il limite viene esteso verso l’alto.

I 75 anni sono anche considerati uno standard per l’età massima del garante di un mutuo richiesto da terzi; anche in questo caso, comunque, ci possono essere eccezioni.

5. A quanto dovrebbe ammontare la rata?

Quando si fa richiesta per ricevere un mutuo è importante considerare il proprio livello di indebitamento.
Prima di tutto bisogna considerare le proprie entrate attuali e la prospettiva di entrate future dovute a promozioni, scatti di anzianità o altri eventi favorevoli di carriera. Allo stesso modo bisognerebbe anche considerare la sicurezza della propria posizione attuale e delineare i possibili scenari futuri.
A questo punto bisogna domandarsi quale parte dello stipendio sia necessaria per poter affrontare al meglio le spese correnti della vita quotidiana.
Anche se la banca è disposta a concederci un mutuo maggiore di quello che richiediamo, infatti, non è detto che sia una buona idea richiede il massimo del mutuo erogabile. Avere una parte maggiore del nostro reddito che sia disponibile per altre spese potrebbe farci comodo in molti contesti.
Una rata che ammonta al 25% o 30% dello stipendio, in buona parte dei casi, è l’ideale per mantenere un buon equilibrio finanziario.

6. Surroga, questa sconosciuta

Non tutti lo sanno, ma grazie al decreto Bersani la surroga del mutuo è diventata gratuita per tutti i mutuatari.

La surroga è un’operazione con cui si trasferisce il proprio mutuo presso un’altra banca che offre condizioni migliori. In questo modo si può risparmiare molto, specialmente se nel frattempo i tassi di interesse medi offerti dal mercato dei mutui sono diminuiti.

La surroga non è una vera e propria modifica del mutuo. Consiste, formalmente, nella chiusura di quello precedente e contestuale apertura di un nuovo mutuo. Ovviamente il nuovo mutuo terrà conto di tutti gli importi già versati in passato, come se fosse una semplice prosecuzione del contratto precedente con termini rinnovati.

Banco bpm
Vuoi maggiori informazioni sui mutui?