Vai al contenuto principale

Capital gain: cos’è, come si calcola e come funziona la tassazione

Capital Gain
17/09/2026

Qual è il significato di capital gain e in che cosa si differenzia da, cedole e dividendi? Questi termini vengono utilizzati per indicare le rendite finanziarie, vale a dire i guadagni generati dall’investimento in uno strumento finanziario. Le analogie, però, finiscono qui. Le differenze tra queste tipologie di rendite finanziarie, che spesso vengono scambiate tra loro o utilizzate come sinonimi, sono rilevanti: a seconda del tipo di rendita, infatti, può cambiare anche la relativa tassazione (va detto comunque che, a oggi, nella maggior parte dei casi, viene applicata la stessa aliquota). In questa sede parleremo, nello specifico, di capital gain.

Tante proposte per costruire il tuo capitale

Capital gain: cos'è?

Il capital gain, anche conosciuto come plusvalenza, suo sinonimo, è il guadagno derivante dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un determinato strumento finanziario; in sostanza, si verifica un capital gain quando un’azione viene venduta a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto. Questa misura fa riferimento solo a una parte del rendimento totale degli investimenti, in quanto non tiene in considerazione gli eventuali dividendi ottenuti periodicamente.
Anche se nel linguaggio comune tende a essere associato solo ai titoli azionari, in realtà il capital gain può derivare anche dalla compravendita di altri strumenti, come valute, obbligazioni o titoli di Stato, per esempio i classici BTP.

Differenza tra Capital gain e Capital loss

Come abbiamo visto, parliamo di capital gain ogni qualvolta un investimento genera una rendita positiva; quando, invece, la compravendita di strumenti finanziari comporta una perdita, si parla di capital loss, o minusvalenza. La perdita avviene quando un prodotto finanziario viene rivenduto a un prezzo più basso rispetto a quello di acquisto.
Facciamo un esempio concreto: se acquistiamo un titolo azionario per 15 euro e lo rivendiamo a 20 euro, otterremo un capital gain – o una plusvalenza – pari a 5 euro. Se invece, dopo aver acquistato a 15 euro, rivendessimo a 12 euro, registreremmo una minusvalenza – o capital loss – pari a 3 euro.

Le minusvalenze possono assumere rilievo anche dal punto di vista fiscale. Nei casi previsti dalla normativa, infatti, possono essere compensate con future plusvalenze entro i termini stabiliti dalla legge, contribuendo così a ridurre il carico fiscale sugli investimenti successivi.

Capital gain e tassazione: a quanto corrisponde l'imposta?

Il guadagno (o la perdita) di ogni operazione di vendita di titoli viene calcolato sulla differenza tra prezzo di vendita, al netto delle commissioni, e prezzo di acquisto comprensivo, invece, delle spese. Gli eventuali guadagni prevedono un’aliquota sul capital gain che si attesta generalmente al 26%, aliquota che si applica su quasi tutti i guadagni e gli interessi di origine finanziari
A proposito di tassazione e fiscalità, può essere utile tenere a mente che i redditi da capitale non sono mai compensabili con i redditi diversi, e che per quanto riguarda la famiglia degli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) – che include Exchange Traded Funds (ETF) e fondi comuni tradizionali – la vendita in guadagno genera redditi da capitale, mentre la vendita in perdita genera redditi diversi (quindi una minusvalenza).

Qual è l’aliquota del capital gain?

Nella maggior parte dei casi, le plusvalenze derivanti dalla vendita di strumenti finanziari sono soggette a un’imposta sostitutiva del 26%. L’aliquota si applica al guadagno effettivamente realizzato, ossia alla differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto, tenendo conto anche degli eventuali costi e delle commissioni sostenute.

Esistono tuttavia alcune eccezioni previste dalla normativa. Ad esempio, le plusvalenze derivanti da titoli di Stato italiani e da altri titoli equiparati, come i BTP, beneficiano di un’aliquota agevolata pari al 12,5%.

Quando si paga l'imposta sul capital gain?

L’imposta sul capital gain è dovuta quando la plusvalenza viene effettivamente realizzata, cioè nel momento in cui lo strumento finanziario viene venduto a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto. Fino a quando il guadagno rimane solo potenziale e il titolo non viene ceduto, non si genera alcuna tassazione.

Nel regime amministrato è l’intermediario finanziario ad applicare e versare automaticamente l’imposta dovuta. Nel regime dichiarativo, invece, è l’investitore a indicare le plusvalenze nella dichiarazione dei redditi e a provvedere al pagamento dell’imposta secondo le modalità previste dalla normativa.

Come si calcola il capital gain

Per il calcolo del capital gain sarà necessario:

  • determinare la base, vale a dire il prezzo di acquisto di uno strumento finanziario;
  • Scegliere il prezzo di vendita che sarà pari al valore di chiusura del contratto:

Il calcolo, quindi, avverrà tramite sottrazione tra il prezzo di vendita finale e il prezzo di acquisto, ottenendo, così, il cosiddetto capital gain assoluto, al netto di eventuali minusvalenze. Quando in un solo giorno vengono effettuate più operazioni sia di acquisto che di vendita il prezzo medio di acquisto/vendita viene calcolato come la media dei prezzi di ogni acquisto/vendita ponderata per le quantità acquistate/vendute.
Avremo un Capital Gain in caso di differenza positiva tra i valori finali di vendita e di acquisto.

Esempio di calcolo del capital gain

Per comprendere meglio il funzionamento del capital gain, immaginiamo di acquistare un’azione al prezzo di 100 euro e di rivenderla successivamente a 130 euro. Se i costi complessivi sostenuti per l’acquisto e la vendita sono pari a 10 euro, il capital gain sarà dato dalla differenza tra il valore netto di vendita e il costo complessivo dell’investimento, pari in questo caso a 20 euro.

Questo semplice esempio mostra come il capital gain rappresenti il guadagno effettivamente realizzato dall’investitore, sul quale verrà applicata la tassazione prevista dalla normativa.

DOMANDE FREQUENTI

Il capital gain è la plusvalenza ottenuta dalla vendita di uno strumento finanziario a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto.

Il capital gain si ottiene sottraendo il costo complessivo di acquisto dal valore netto di vendita dello strumento finanziario, considerando anche eventuali commissioni e spese.

La tassazione si applica quando la plusvalenza viene effettivamente realizzata, cioè al momento della vendita dello strumento finanziario.

Il capital gain rappresenta un guadagno, mentre la capital loss indica una perdita derivante dalla vendita di uno strumento finanziario a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto.

Le plusvalenze derivanti dai BTP e dagli altri titoli di Stato italiani sono soggette a un’aliquota agevolata del 12,5%, diversa da quella ordinariamente prevista per molti altri strumenti finanziari.

Banco bpm
Tante proposte per costruire il tuo capitale

 

 

 

L’articolo è di carattere divulgativo aggiornato alla data di pubblicazione. Per conoscere l’offerta della Banca consulta l’area Prodotti.

 

 

Messaggio pubblicitario a finalità promozionale. Per le condizioni contrattuali si rinvia ai fogli informativi e/o alla documentazione contrattuale disponibili sul sito www.bancobpm.it e presso le filiali della Banca.