Imposta di successione: calcolo e costi

I beni e i diritti ereditari sono soggetti alla tassa di successione, calcolata in base a un preciso sistema di aliquote e franchigie. L’importo del tributo, infatti, dipende sì dalla tipologia e dal valore dei beni, ma anche dal grado di parentela dei beneficiari. Quali sono i beni esclusi e come si calcola l’importo?

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Dichiarazione di successione

La tassa di successione è un’imposta applicata ai beni e ai diritti trasmessi in eredità. Come funziona e che documentazione è necessario produrre? Entro 12 mesi dal decesso gli eredi, chiamati all’eredità e legatari sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione. Sono esentati da questo obbligo il coniuge e i parenti in linea retta, ma solo in un caso: se l’eredità interessa una base imponibile non superiore ai 100.000 euro e non riguarda beni o diritti reali immobiliari. Il costo della dichiarazione di successione – da presentare in via telematica presso l’Agenzia delle Entrate competente – include, se si eredita un immobile, oltre all’imposta di bollo, il pagamento dei tributi speciali e delle imposte ipotecarie e catastali. La dichiarazione deve essere trasmessa direttamente o tramite un intermediario abilitato, oppure tramite l’ufficio territoriale competente. Il pagamento delle somme dovute va effettuato con addebito sul conto corrente, aperto presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle Entrate o Poste Italiane S.p.a, intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica della dichiarazione.

Imposta di successione: come funziona

Il costo della successione varia in base al grado di parentela dei beneficiari: ogni categoria, infatti, prevede un diverso sistema di aliquote e di franchigie. Il tributo viene applicato solo oltre un certo valore soglia – la franchigia – e calcolato in base a un tasso percentuale – l’aliquota – riferito al grado di parentela specifico. Per coniugi, genitori e figli si calcola un’aliquota del 4% e l’imposta di successione si applica a una base imponibile superiore a 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Anche l’imposta di successione per i nipoti che ricevono l’eredità dai nonni segue lo stesso principio. Nel caso dei fratelli o sorelle, invece, l’aliquota è del 6% con franchigia di 100.000 euro per singolo beneficiario. Fino al quarto grado di parentela (e affini in linea collaterale fino al terzo grado) non si applicano franchigie e l’aliquota è del 6%. Per gli altri soggetti, infine, l’aliquota sale all’8% senza applicazione della franchigia. Per i trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992, è prevista un’ulteriore franchigia pari a 1,5 milioni di euro.

Come si calcola l'imposta di successione

Per calcolare il costo della successione è necessario prendere come riferimento la base imponibile, ovvero il valore netto dei beni ereditari. Quest’ultimo è dato dalla differenza fra il valore complessivo dei beni ed eventuali passività deducibili e oneri detraibili, come debiti, spese mediche e funerarie. Per quanto riguarda la tassa di successione sugli immobili, la base imponibile dipende dal valore catastale. Quest’ultimo si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per uno specifico coefficiente, variabile in base alla categoria di fabbricato o di bene. Nel caso dei terreni non edificabili, ad esempio, il moltiplicatore è 112,5.

Quali beni sono esclusi dall'imposta di successione?

Il cosiddetto attivo ereditario – ovvero i beni su cui si calcola la tassa di successione – prevede alcune eccezioni: l’imposta di successione non riguarda, tra gli altri, le indennità di fine rapporto (TFR), i titoli di Stato italiano, di altri Paesi dell’Unione Europea e degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo, i crediti verso lo Stato e le polizze vita.

 

 

 

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