Sostituire il garante del mutuo

La figura del garante è molto importante nel mondo dei mutui, perché permette di aumentare le garanzie per la  banca e di ottenere più facilmente l’approvazione del mutuo. Il garante è una persona che contrattualmente si impegna a coprire il debito residuo di un mutuo nei casi in cui il titolare del finanziamento non potesse più farlo.

Il garante, di per sé, è legato al suo ruolo per tutta la durata del contratto. Di norma, quindi, non può rinunciare al suo ruolo. Ci sono però delle soluzioni che possiamo adottare quando vogliamo togliere il garante dal suo incarico, oppure sostituirlo con un’altra persona.

D’altronde i mutui hanno una durata piuttosto lunga ed è normale che in 10 o 20 anni si possano modificare delle dinamiche nel rapporto tra il garante e il mutuatario. Si può litigare, ci possono essere dei conflitti di interesse o altre cose che ci obbligano a sostituire il garante.

Ecco come puoi fare per cambiare il garante del tuo mutuo in corso e cosa devi sapere prima di farlo.

Vorresti cambiare il tuo mutuo?

La sostituzione del garante nel contratto di mutuo

Quando la banca e il mutuatario stipulano il contratto di mutuo di fronte al notaio, si impegnano a rispettare tutte le clausole.

Se nel tuo mutuo è previsto un garante, è molto probabile che tu abbia già all’interno del contratto tutte le disposizioni che ne regolano il ruolo. Tra queste, se è previsto che il garante possa essere sostituito, ci sarà una clausola che lo specifica.

Quindi la prima cosa da fare è proprio questa: prendere in mano il contratto, andare a cercare nella sezione che tratta il ruolo del garante e scoprire se il documento dice qualcosa riguardo alla sua possibile sostituzione.

Questa è una delle cose che andrebbero discusse prima di firmare il contratto. Se non hai concordato qualcosa di specifico in merito, il tuo istituto di credito avrà semplicemente seguito le sue politiche aziendali sulla questione.

Quando la sostituzione è concessa per contratto

La prima eventualità è quella di trovare un riferimento nel contratto, in cui si legge che la sostituzione del garante è concessa.

In questo caso, comunque, il nuovo garante dovrà essere approvato dalla banca. L’istituto di credito andrà a verificare che la situazione economica e patrimoniale del nuovo garante sia sufficiente per fornire una garanzia forte come quella di chi lo ha preceduto.

Queste verifiche possono richiedere diverse settimane e soprattutto possono avere un costo extra rispetto a quelli già previsti dal mutuo. D’altronde, come accennavamo prima, il ruolo del garante è molto importante: oltre alla sua solidità economica verrà vagliata la sua età, la quantità di debiti a suo carico e saranno analizzati tutti i documenti del caso.

La procedura è complessa, ma fondamentale per fare in modo che la sostituzione possa avvenire con la massima soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

Al termine delle verifiche si procede, di solito, con una scrittura privata che testimonia la sostituzione del garante a tutti gli effetti.

Quando è necessaria la surroga o la sostituzione

Può darsi che il contratto di mutuo non preveda la possibilità di sostituire il garante, oppure che il nuovo garante non sia stato approvato dalla banca.

In questo caso abbiamo due possibilità:

 

La sostituzione è più costosa, questo è il suo grande punto a sfavore. Infatti, dovremo pagare la cancellazione dell’ipoteca, l’iscrizione della nuova ipoteca riguardante il secondo mutuo, l’imposta sostitutiva, le perizie necessarie ed eventuali penali per l’estinzione anticipata.

Questa formula, però, ha il vantaggio di adattarsi a tutti i casi. Con la sostituzione, infatti, accediamo a un mutuo del tutto nuovo che può avere termini completamente diversi dal mutuo precedente.

La surroga, invece, è gratuita per gli effetti del decreto Bersani. Tuttavia ci permette di cambiare un numero limitato di termini rispetto al contratto che avevamo in precedenza ma non l’importo del debito residuo.

In questo caso è possibile sostituire il mutuo soltanto se la fideiussione era stata stipulata in forma extracontrattuale. Se la fideiussione è stata stipulata così, sta alla banca di destinazione decidere se accettare l’ingresso del nuovo garante.

Invece, quando il garante ha prestato fideiussone in forma contrattuale, questa operazione non è possibile. Ecco perché a volte la sostituzione del mutuo è l’unica strada da percorrere, per quanto sicuramente meno conveniente della surroga.

La rimozione del garante

In alcuni casi è possibile che la banca accetti di liberare il garante senza che ne subentri un secondo. Questo succede, ad esempio, quando la condizione economica e patrimoniale del mutuatario è migliorata al punto da rappresentare da sola una garanzia sufficiente.

Ovviamente la situazione deve essere particolarmente convincente per fare in modo che la banca rinunci alla garanzia fideiussoria; tuttavia, questo rende più facile le operazioni rispetto alla richiesta di sostituzione del garante.

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