Crescita e sviluppo per l’impresa sociale

L’impresa sociale nasce per soddisfare i bisogni della collettività, occupandosi di attività di interesse generale senza perseguire lo scopo di lucro. Questo modello, formalizzato nel D. Lgs 112/17, continua a crescere: non solo in termini di numeri, ma anche in termini di impatto sulla società.

Possono acquisire la qualifica di impresa sociale “tutti gli enti privati, inclusi quelli costituiti nelle forme di cui al libro V del Codice Civile, che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività“.

Associazioni, Cooperative Sociali, Enti Religiosi

L’impresa sociale non è soltanto una qualifica formale, ma un insieme di valori. L’imprenditoria sociale è un fenomeno sempre più diffuso: i nuovi trend per le startup di oggi non sono più app e social network, ma impatto ambientale e inclusione. Anche nel mondo for-profit, è sempre più chiaro che limitarsi a perseguire il profitto non sia un modello sostenibile nel lungo termine.

Il terzo settore, espressione per eccellenza dell’imprenditoria sociale, ha  il proprio focus incentrato  su questo  tipo di iniziative. Trattandosi di un argomento sempre più attuale e ricco di sfaccettature, questo approfondimento è dedicato proprio all’impresa sociale.

È il mondo dell’imprenditorialità sociale che mira a indirizzare il mercato verso un’economia che favorisca l’equità del reddito, la gratificazione professionale e il progresso collettivo. Le imprese sociali rispondono infatti ai 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, un  programma di azione per le persone, per il pianeta e per la proprietà da ultimare entro il 2030.

Anche BANCO BPM, che è attore del Mercato, ha nei propri obiettivi le raccomandazioni dell’Agenda ONU 2030, tanto da aver creato una Struttura dedicata alla “Sostenibilità”.

L’utile e i dividendi sono parte integrante della cultura aziendale classica. Anche se ovviamente rimangono fondamentali per remunerare il capitale investito nelle aziende for-profit, esistere esclusivamente in funzione dell’utile è un modello sempre meno sostenibile.

Stiamo assistendo ormai da diversi anni a un cambiamento della percezione delle imprese: il loro utile non va più confuso con la loro utilità. Un’impresa è utile alla società e al territorio in tanti modi che esulano dal profitto: innovazione tecnologica, aiuto allo sviluppo umano, aumento della competitività territoriale, promozione di valori e tanti altri aspetti vanno sommati al semplice ritorno economico.

Questo cambiamento graduale della mentalità imprenditoriale è associato all’evoluzione dei consumatori stessi. Un’indagine di NPD Group condotta nel 2019, ad esempio, rivela che 1 persona su 10 è passata almeno una volta ad un marchio diverso di generi alimentari perché aveva politiche migliori sul rispetto dell’ambiente.

Uno studio del 2017 condotto da Cone Communications, invece, ha scoperto che l’88% dei consumatori sarebbe più fedele a un marchio che supporta cause sociali e ambientali rispetto a uno che non lo fa.

Interessante il fatto che i protagonisti di questo cambiamento siano i millennial, cioè i consumatori tra 18 e 44 anni, che rappresentano l’immagine del consumatore del futuro.

L’impatto sul contesto sociale, ambientale e tecnologico

L’impresa sociale non esiste per beneficiare se stessa, ma il suo contesto. Tradizionalmente questo si riflette soprattutto sulle persone: dall’asilo fino all’assistenza degli anziani, tutte attività per cui il terzo settore si è sempre prodigato. Ma l’impresa sociale non è solo un’impresa che vuole mettersi a disposizione delle persone: sempre più spesso si mette a disposizione dell’ambiente e della tecnologia, o di entrambe le cose.

La cura del nostro pianeta è indubbiamente la sfida delle prossime generazioni. Riuscire a rendere sostenibile non solo l’impresa, ma ogni aspetto del nostro stile di vita è fondamentale per poter continuare a vivere in un mondo ospitale.

Questa missione si è già tradotta in tante iniziative del terzo settore. Trasformare i bisogni dell’ambiente in attività d’impresa si rivela una scelta vincente oggi, che diventerà ancora più vincente con il passare del tempo.

Allo stesso tempo non possiamo tralasciare lo sviluppo tecnologico. Il nostro tempo evolve a un ritmo estremamente accelerato e la tecnologica è in grado di risolvere sempre più problemi.

Le imprese sociali dedicate alla ricerca scientifica e allo sviluppo scientifico possono concentrarsi sulle loro attività core, approfittando delle agevolazioni dedicate al terzo settore ed evitando di cercare scomodi compromessi tra investimenti in ricerca e profitti.

Non ci sarebbe da stupirsi se fossero grandi cambiamenti tecnologici a segnare il superamento dei problemi del nostro tempo, soprattutto sul piano medico, sociale e ambientale. Per questo sostenere il terzo settore in questa missione è estremamente importante.

L’opportunità: finanziamenti e mutui terzo settore

Le imprese sociali, facendo parte del terzo settore, hanno la possibilità di accedere ad opportunità di finanziamento a cui il mondo for-profit non può accedere.

Per cominciare, regolarmente gli enti pubblici e le grandi imprese private attente al sociale pubblicano dei bandi dedicati alle iniziative delle imprese sociali. Questi bandi possono destinare prestiti a tasso zero, agevolati o ancora meglio a fondo perduto ai progetti che vengono ritenuti più interessanti.

Banco BPM, ulteriormente, si dedica alle imprese sociali con la sua rete di professionisti e servizi interamente dedicata al terzo settore. Oltre a un conto corrente pensato appositamente per il terzo settore, che garantisce importanti volumi di operazioni a forfait gratuito, sono disponibili prodotti agevolati per il finanziamento, sia con mutui che con altre linee di credito.

In questo modo il modello di impresa sociale diventa ancora più sostenibile, favorendo un indebitamento produttivo e positivo che ha costi bassi. Un modello vincente che, molto probabilmente, diventerà sempre più amato anche dagli imprenditori italiani.

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