Durata del mutuo, come sceglierla?

Una delle decisioni più importanti per chi sta valutando la richiesta di un mutuo è la durata. Non è sempre facile stabilire quale sia il giusto compromesso tra una rata più alta, a fronte di un impegno più breve, ed una rata più bassa a fronte di un impegno più prolungato.

Per agevolare la nostra decisione possiamo fare riferimento a dei modelli di economia e finanza personale, nonché di matematica finanziaria, che ci possono fornire risposte concrete e coerenti con la nostra situazione patrimoniale.

In questa guida vogliamo dunque elencare tutti i punti che dovremmo tenere in considerazione quando scegliamo la durata di un mutuo; spiegheremo anche i pro e i contro di una durata maggiore e i calcoli che possono esserci utili per prendere la decisione migliore.

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Il rapporto tra rate e durata

Incominciamo da alcune premesse che sono valide per tutti i mutui e per tutti i mutuatari. Quando scegliamo una durata più breve per il nostro mutuo:

  • Le singole rate saranno maggiori, dovendo dividere l’intero importo del finanziamento per un numero minore di pagamenti;
  • Sulle singole rate il peso degli interessi sarà minore, perché per la banca un vincolo di minor durata rappresenta un rischio minore e l’importo del mutuo viene rimborsato in un tempo più breve;
  • Ci verrà richiesto un reddito mensile più alto come garanzia, dal momento in cui dovremo sostenere il pagamento di rate più alte.

Le stesse caratteristiche sono vere, all’opposto, quando invece consideriamo una durata più lunga per il nostro mutuo. In questo caso avremo rate più basse, concesse anche a fronte di un reddito più basso, ma dovremo sostenere maggiori interessi.

Come scegliere la durata del mutuo

Ora che abbiamo un quadro generico dei pro e contro di ciascuna scelta, passiamo al lato pratico. Ci sono diverse variabili di cui dovremmo tener conto per orientare la nostra scelta:

  • L’onerosità delle rate rispetto al nostro reddito;
  • Le nostre prospettive future di carriera;
  • Il numero di anni che contiamo di trascorrere nella casa che stiamo acquistando
  • La politica economica europea sui tassi di interesse.

Andiamo a vedere singolarmente questi elementi ed il modo in cui dovremmo utilizzarli per stabilire la durata ideale del nostro mutuo.

Onerosità delle rate rispetto al reddito

Prima di tutto dovremmo avere un’idea dell’ammontare delle nostre spese mensili, escluse quelle inerenti al mutuo. Dobbiamo tenere conto di tutto: bollette, imposte, beni di prima necessità, vacanze, comfort e mezzi di trasporto.

Una volta che abbiamo un’idea abbastanza precisa possiamo capire quanto possiamo permetterci di versare di mese in mese per pagare le rate del nostro mutuo. In generale, se queste ammontano a più del 30% del nostro reddito potrebbero diventare un impedimento eccessivo.

Prospettive di carriera

L’onerosità delle rate rispetto al nostro reddito potrebbe cambiare in futuro. Se siamo giovani e ci aspettiamo di avere degli scatti di carriera nel breve-medio termine, allora potrebbe valere la pena di incominciare con una rata più bassa.

Quando il nostro scatto di carriera ci permetterà di avere un reddito maggiore a disposizione, potremo richiedere la surroga e rinegoziare i termini del nostro mutuo per passare ad una durata più breve e sostenere il pagamento di una rata più alta.

In questo modo manterremo costante l’onerosità rispetto al reddito, ma ci libereremo prima dal nostro impegno e verseremo meno interessi nel complesso.

Prospettive per la casa ed il nucleo famigliare

Oggi come oggi il mercato del lavoro è piuttosto dinamico ed è facile che nel corso di una carriera ci si ritrovi a vivere in posti differenti. Questo incide sul numero medio di anni che trascorriamo nella stessa abitazione.

Allo stesso modo, il ciclo familiare influisce a suo modo. L’arrivo di uno o più figli potrebbe richiederci di acquistare una casa più grande, o il loro diventare grandi potrebbe renderci più comoda una casa più piccola.

In generale, se contiamo di trascorrere molti anni nella stessa abitazione possiamo considerare l’idea di scegliere una durata superiore per il mutuo. Se invece non ne siamo così sicuri, una durata minore ci permette di avere più elasticità.

Certo, è sempre possibile cambiare casa anche con un mutuo in corso. Sul mercato, però, questo aspetto rende la compravendita meno facile e conveniente per il venditore. Nel complesso, è meglio mettere una casa sul mercato quando si è già finito di pagare le rate.

Oggi come oggi il mercato del lavoro è piuttosto dinamico ed è facile che nel corso di una carriera ci si ritrovi a vivere in posti differenti. Questo incide sul numero medio di anni che trascorriamo nella stessa abitazione.

Allo stesso modo, il ciclo familiare influisce a suo modo. L’arrivo di uno o più figli potrebbe richiederci di acquistare una casa più grande, o il loro diventare grandi potrebbe renderci più comoda una casa più piccola.

In generale, se contiamo di trascorrere molti anni nella stessa abitazione possiamo considerare l’idea di scegliere una durata superiore per il mutuo. Se invece non ne siamo così sicuri, una durata minore ci permette di avere più elasticità.

Certo, è sempre possibile cambiare casa anche con un mutuo in corso. Sul mercato, però, questo aspetto rende la compravendita meno facile e conveniente per il venditore. Nel complesso, è meglio mettere una casa sul mercato quando si è già finito di pagare le rate.

Andamento dei tassi di interesse centrali

Il tasso di interesse che le banche applicano sui mutui dei clienti è direttamente proporzionale al tasso che la Banca Centrale Europea applica alle banche private.

Se confidiamo in una graduale diminuzione del tasso di interesse centrale, allora vale la pena di scegliere una durata maggiore per poi rinegoziare il mutuo in un secondo momento; se invece confidiamo in un graduale aumento dei tassi di interesse, sarebbe sconveniente pensare ad una surroga in futuro. In questo caso non avremmo alcun interesse a prolungare la durata del mutuo.

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