Mutuo per ristrutturazione: aspetti principali e consigli utili

Quando si parla di ristrutturazioni, la possibilità di scegliere tra un mutuo e un prestito personale può confondere. Spesso è difficile capire su quale orientarsi, e quali siano gli aspetti principali da conoscere sui mutui per le ristrutturazioni.

In generale, chi ha bisogno di somme più contenute tende ad orientarsi sul prestito personale. Raramente, infatti, viene concesso un mutuo con importo inferiore a 40.000 euro.

Quando bisogna intervenire in modo più importante sull’immobile, magari ristrutturando e riqualificando tutti i locali e gli impianti, il mutuo diventa uno strumento molto utile. Questo, infatti, può superare facilmente i 100.000 euro e persino essere legato allo stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione.

Per fare chiarezza, andiamo a chiarire quali cose è utile conoscere prima di richiedere un mutuo in banca con la finalità di ristrutturare casa.

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Documentazione per un mutuo finalizzato alla ristrutturazione

Nel caso di un mutuo finalizzato alla ristrutturazione di un immobile, diventa importante fare attenzione e conservare alcuni documenti aggiuntivi a quelli richiesti per l’acquisto di un immobile.

Prima di tutto dovremo avere un preventivo firmato dalla ditta che si occuperà dei lavori, grazie al quale la banca potrà sapere che l’importo richiesto è effettivamente adeguato alla mole dei lavori da compiere.

Solitamente, poi, è necessario presentare della documentazione rilasciata dal Comune come la Denunzia Inizio Attività (DIA), la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CIA), la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), il permesso di costruire. In questa fase è meglio farsi assistere da un professionista che possa aiutarci a raccogliere tutta la documentazione necessaria dalla pubblica amministrazione.

Una volta che si sono ottenuti i documenti necessari, questi dovranno poi essere presentati allo sportello.

La banca procederà ad esaminare la richiesta, basandosi sui preventivi dei lavori e sul valore di mercato dell’immobile dopo che i lavori di ristrutturazione saranno terminati. Se la richiesta viene accolta, allora si procederà con la stipula del contratto e con l’erogazione dei fondi richiesti.

Anche a seconda dell’importo e della complessità della pratica, tutto questo procedimento può richiedere dai 3 ai 6 mesi. Questo dipende anche dalla rapidità con cui si ottengono i permessi richiesti alla pubblica amministrazione.

Mutuo normale o SAL?

Una cosa importante da sapere è che ci sono due tipi diversi di mutuo legato alla ristrutturazione di un immobile.

Il primo è quello convenzionale, in cui la banca eroga tutto l’importo in una sola operazione. A quel punto, si possono poi condurre tutti i lavori di ristrutturazione e le rate sono calcolate da subito sull’intero importo erogato.

Il secondo, invece, è il mutuo SAL (Stato di Avanzamento dei Lavori). In questo caso si ha una soluzione più flessibile, che permette di ricevere l’erogazione del mutuo in diverse tranche.

Dopo la prima tranche si procede con la prima fase dei lavori, che poi verrà verificata dal perito. Una volta che quest’ultimo ne dà conferma alla banca, si riceverà la seconda tranche di erogazione del mutuo.

Questa seconda tipologia di mutuo risulta particolarmente interessante nel caso di ristrutturazioni complesse, nelle quali si rischiano ritardi e aumenti dei costi. In questi casi, avere un prodotto meno rischioso che sia legato all’effettivo aumento del valore dell’immobile grazie ai lavori è sicuramente utile.

Inoltre, nel mutuo SAL le rate vengono pagate in base agli importi che sono stati effettivamente erogati. Questo aiuta a gestire anche finanziariamente gli esborsi, contenendo il rischio di lavori che potrebbero protrarsi più a lungo o non essere eseguiti correttamente.

L’unico svantaggio del mutuo legato allo stato di avanzamento dei lavori è rappresentato dai costi accessori. Questo succede perché ogni fase dei lavori deve essere verificata tramite perizia, che ha un costo.

Grazie alle convenzioni tra istituti di credito e periti, comunque, solitamente questo non è un onere troppo gravoso e viene ampiamente compensato dagli altri vantaggi di questa soluzione.

Le agevolazioni per la ristrutturazione della prima casa

Nel pacchetto di bonus fiscali per la prima casa sono inclusi alcuni benefici anche per chi decide di ristrutturare la sua dimora abituale.

Attualmente, infatti, si può portare in detrazione dalla propria Irpef il 19% degli interessi pagati sul mutuo. Questo, però, purché si rispettino alcune condizioni:

  • Il mutuo deve essere acceso non prima di 6 mesi, e non oltre 18 mesi, dall’inizio effettivo dei lavori;
  • Una volta che i lavori sono terminati, se l’immobile non è già segnato come abitazione principale deve diveltarla entro sei mesi;
  • Il contratto di mutuo deve essere intestato alla persona che deterrà il possesso dell’immobile. In caso di affitto o di usufrutto, dunque, saranno l’affittuario o l’usufruttuario a doversi intestare il mutuo.

Attenzione, però, alle somme che non vengono utilizzate per lo svolgimento dei lavori. La detrazione è ammessa solo per gli interessi relativi alle spese documentate. Sarà quindi importante tenere traccia di tutte le fatture ricevute dai professionisti che lavorano alla ristrutturazione, poiché in assenza di appropriata documentazione non sarà possibile detrarre gli interessi.

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