Residenza, domicilio e mutuo prima casa

Quando compriamo casa e ci trasferiamo, dobbiamo sempre ricordarci che tutto ciò va reso ufficiale. In Italia abbiamo diversi concetti, come la residenza e il domicilio, per indicare quali siano l’abitazione principale e la dimora abituale di una persona.

Tutto questo ha un impatto concreto sul nostro mutuo. Se gestiamo questi aspetti nel modo sbagliato, infatti, potremmo trovarci a perdere il diritto alle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa.

In questo nuovo appuntamento del nostro magazine vogliamo fare chiarezza sul trasferimento del domicilio e della residenza, con particolare attenzione ai criteri da rispettare per avere diritto alle agevolazioni prima casa.

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I concetti di domicilio e residenza: le differenze

Per chi non è un amante o un conoscitore del diritto civile, fare confusione tra domicilio e residenza è piuttosto semplice. Ecco perché sono diversi:

  • Il domicilio è il luogo in cui una persona ha il nucleo dei suoi affari e/o dei suoi interessi;
  • La residenza è il luogo dove una persona soggiorna abitualmente, cioè la sua dimora principale per la maggior parte del tempo.

Il domicilio può essere spostato con molta semplicità, anche soltanto per fare in modo che la nostra posta venga recapitata in un luogo che ci fa comodo (ad esempio l’ufficio).

Possiamo anche eleggere un domicilio speciale: supponiamo di essere in causa con l’azienda per cui lavoravamo in passato; in questo caso potrebbe essere comodo eleggere lo studio del nostro avvocato come domicilio per fare in modo che gli invii postali relativi alla causa siano recapitati direttamente al professionista.

Un domicilio speciale, di fatto, è il nostro domicilio relativamente ad alcuni affari specifici (nel nostro esempio, la causa in corso).

La residenza, invece, è un concetto decisamente meno flessibile. Una persona ha residenza dove vive abitualmente, cioè normalmente nella sua prima casa. Dev’essere il luogo dove ha intenzione di trascorrere la maggior parte degli interessi e di avere il nucleo della sua famiglia.

Prendiamo il caso di un commercialista che decide di chiudere il suo studio per aprirlo in un altro quartiere, ma senza che tutto ciò lo porti anche a cambiare casa e a spostarsi con la sua famiglia: in questo caso sarà utile spostare il domicilio presso il nuovo studio, ma non ci sarà alcun cambio di residenza.

Se il centro dei nostri affari è anche il luogo dove abitiamo, in ogni caso, domicilio e residenza possono tranquillamente coincidere.

Agevolazioni prima casa tra residenza e domicilio

Ora che abbiamo fatto chiarezza su questi due concetti sarà molto semplice capire cosa abbiano a che fare con le agevolazioni sul mutuo prima casa.

Le normative attuali stabiliscono che sia necessario trasferire la residenza entro 12 mesi dal rogito. Chiaramente questa andrà spostata presso il nuovo immobile acquistato grazie al mutuo.

La legge, invece, non stabilisce nulla in merito al domicilio: volendo, questo può rimanere dove si trovava prima o essere cambiato con un altro luogo diverso dall’immobile appena acquistato.

Tutto questo ha perfettamente senso se pensiamo al ruolo delle agevolazioni sulla prima casa, cioè quello di aiutare le persone a comprare un immobile di proprietà dove vivere abitualmente.

Nel momento in cui trasferiamo la nostra residenza, stiamo rendendo ufficiale il fatto che quella acquistata con le agevolazioni è diventata la nostra nuova casa, quindi che abbiamo intenzione di trascorrere in quel luogo la maggior parte del tempo; al contrario, il centro del nostro lavoro e dei nostri affari potrebbe non essere cambiato. Se ad esempio abbiamo il domicilio presso il nostro ufficio, non avrebbe senso spostarlo.

Trasferire il domicilio non è sufficiente, anzi, spesso non è nemmeno conveniente. Solo spostando la residenza avremo diritto ad accedere alle agevolazioni.

Non parliamo soltanto delle agevolazioni sul mutuo, cioè la detrazione al 19% degli interessi passivi fino a 4.000€ l’anno (o 2.000€ in caso di mutuo cointestato). Parliamo di tutte le agevolazioni, anche di quelle di cui abbiamo già usufruito, che in caso di mancato cambio della residenza andrebbero restituite con l’aggravante di una penale.

Le uniche eccezioni riguardano dei trasferimenti per:

  • Ricovero in una struttura di cura
  • Questioni lavorative
  • Causa di forza maggiore (terremoti, cordoni sanitari, esproprio, ecc.)

Solo in questi casi manterremo il diritto alla detrazione pur non avendo la nostra residenza presso l’immobile che abbiamo acquistato. Come puoi notare, ricordarsi di trasferire la residenza è assolutamente necessario per evitare di perdere le agevolazioni e di incorrere in penali.

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