Surroga attiva e passiva del mutuo: scopriamo le differenze

8.3.2022

Quando si parla di surroga si fa riferimento alla volontà di voler trasferire un prestito o un mutuo da un istituto bancario all’altro, allo scopo di godere di importanti benefici e vantaggi, grazie ai quali è possibile risparmiare qualche soldo.

Prima di procedere con la richiesta di surroga del mutuo o del prestito, però, è meglio confrontare bene tra loro le offerte dei vari istituti di credito, soprattutto nel caso in cui le rate da saldare siano numerose.

Abbiamo già parlato in precedenza di cos’è e come funziona la surroga mutuo, nonché della procedura da seguire per ottenerla. Vediamo ora invece cosa sono la surroga attiva e la surroga passiva e la loro differenza.

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Chi detiene la surroga attiva

La surroga attiva è riferita al nuovo istituto di credito scelto dal mutuatario, su cui trasferire il mutuo. La banca surrogante ha il dovere di farsi carico dei costi e degli oneri della surroga e deve agire in totale trasparenza. Questa pratica è la base per un rispetto reciproco fra le parti, ma anche verso l’istituto bancario presso cui era stato acceso il mutuo.

Chi detiene la surroga passiva

La surroga passiva è l’operazione che coinvolge la banca cedente il finanziamento che ha il compito di trasferire il mutuo, chiamata banca surrogata. Quest’ultima avrà il compito di trasferire ogni tipo di diritto e documentazione a favore della nuova banca scelta dal mutuatario.

Secondo quanto previsto dalla legge, il mutuatario può ricorrere alla surroga senza necessariamente comunicare in anticipo le proprie intenzioni alla banca surrogata, che, qualora il trasferimento andasse in porto, dovrà informare il nuovo istituto del capitale residuo e di altri eventuali oneri da saldare da parte del cliente.

La pratica di surroga del mutuo dovrà essere necessariamente conclusa entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, pena il diritto al risarcimento per tutti coloro che hanno subito ritardi.

Il risarcimento è pari all’1% del capitale residuo del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.

È molto importante che la surroga passiva riporti la quietanza del pagamento e le volture in caso di ipoteche a favore del nuovo istituto bancario.

Differenza tra surroga attiva e surroga passiva

L’operazione di surroga è definita attiva per la nuova banca, ovvero la banca surrogante che subentra nella titolarità del rapporto di mutuo con il cliente.

La banca attiva ha diritto di ricevere dalla banca surrogata, ed eventualmente dal mutuatario, tutta la documentazione necessaria e in particolare e i conteggi estintivi al fine di poter istruire la nuova pratica mutuo.

La banca passiva non ha diritto di ricevere un preavviso da parte del cliente relativo alla scelta di surrogazione del mutuo.

Alla ricezione della richiesta di surroga, la banca passiva ha l’obbligo fornire alla banca attiva tutta la documentazione necessaria.

La banca passiva deve rispondere tempestivamente alla richiesta di surroga consentendo il perfezionamento dell’atto entro i trenta giorni richiesti per legge.

La banca passiva non può applicare alcun onere al cliente, in relazione al trasferimento del mutuo originario.

 

 

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L’erogazione del finanziamento è subordinata alla normale istruttoria da parte della banca. Il credito è garantito da un’ipoteca sul diritto di proprietà o su altro diritto reale avente per oggetto un bene immobile residenziale.

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