Fonti d’informazione per i trader: ecco quali sono le più importanti

Per operare sui mercati sono necessari diversi tipi di informazioni poiché le variabili da seguire con attenzione sono molte. La definizione di informazioni per il trading comprende infatti le notizie legate all’attualità (giornalistiche e non giornalistiche), i rumors di mercato e le opinioni e i consigli dei trader e dei broker, senza escludere però le nozioni (libri, formazione e didattica) e i dati (segnali e dati di borsa).

Tutte insieme le fonti d’informazione utilizzate costituiscono il bagaglio culturale e la competenza teorica dal trader, la cui fruizione ne migliora senza dubbio l’operatività. Di libri, didattica e dati ne abbiamo già trattato in altri articoli di questa rubrica, e ad essi quindi rimandiamo per un approfondimento.

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Come utilizzare le fonti di informazione

Tutte le fonti di informazione hanno un elemento in comune: in quanto legate all’attualità, sono flussi che si aggiornano costantemente e che per questo devono essere seguite con altrettanta costanza. Questa riflessione vale in parte anche per i libri di trading e di analisi tecnica e per le attività di formazione, in quanto questi due settori sono caratterizzati da un’offerta molto vasta e articolata una parte della quale segue strettamente l’attualità e viene periodicamente aggiornata sulla base di ciò che accade sui mercati.

Un’altra indicazione importante è che è meglio evitare di operare basandosi soltanto sulle notizie ricavate dai media: queste possono essere inesatte o successivamente corrette in aspetti tecnici apparentemente minimi ma fondamentali, essere smentite dagli interessati oppure essere ricavate da fonti internazionali di un giorno o più giorni precedenti, quindi già scontate dai mercati, e così via. Le notizie vanno quindi sempre integrate e verificate attraverso più fonti e per operare è sempre bene rifarsi soprattutto a strategie e tecniche consolidate.

Le fonti d’informazione qui strettamente intese sono focalizzate prevalentemente su operatività, analisi tecnica, investimenti, mercati, strumenti finanziari e società quotate in borsa, ma anche sui servizi di trading. In particolare si tratta di testate giornalistiche online e cartacee, siti web e blog, trasmissioni radio e tv, forum online e gruppi Facebook.

Testate giornalistiche

L’attività giornalistica è regolata attraverso un Ordine professionale che impone a coloro che sono iscritti al relativo Albo il rispetto di codici deontologici che hanno valore di legge. Una testata giornalistica deve quindi rispondere a precisi requisiti etici e legali, essere registrata presso il Tribunale ed avere un direttore responsabile di riferimento, ed è soggetta a controlli ed eventuali sanzioni da parte dell’Ordine. Offre (o dovrebbe offrire) maggiori garanzie di oggettività e cura nella stesura delle notizie.

Le testate giornalistiche possono essere sia cartacee (quotidiani, settimanali, mensili) sia online (siti web).

In Italia vi è un’unica testata specializzata nel trading, il mensile cartaceo e online Traders’ Magazine, versione tradotta e integrata dell’originale tedesco, mentre vi sono due editori principali specializzati in temi finanziari: il Gruppo 24 ORE e il Class Editori. I prodotti editoriali di entrambi sono utili per avere una panoramica di quanto avviene sui mercati, azionari italiani in particolare.

Per quanto riguarda il Gruppo 24 ORE, il prodotto cartaceo più noto è il quotidiano Il Sole 24 Ore, focalizzato soprattutto sull’economia ha però un inserto più operativo molto più utile ai trader, Finanza&Mercati; pubblica inoltre l’inserto Plus24, che è però dedicato al risparmio delle famiglie e non tratta temi legati al trading.

Class Editori ha invece prodotti editoriali più vicini alle esigenze dell’investitore fai-da-te, a partire dal settimanale economico-finanziario Milano Finanza e dal quotidiano dei mercati finanziari MF.

Tra le altre testate cartacee – ben poche in verità – troviamo Corriere Economia (inserto settimanale del Corriere della Sera) e Affari&Finanza (inserto settimanale de La Repubblica), con un buon mix di economia generica e temi finanziari (per lo più focalizzati sulle principali società italiane quotate), mentre altre come Capital, Altroconsumo Finanza, Il Denaro o La Gazzetta dell’Economia rivestono per i trader un interesse più limitato.

Per quanto riguarda invece le testate giornalistiche online, in Italia sono una trentina, molte realizzate “in appoggio” a testate cartacee esistenti (si pensi a IlSole24Ore.com o a MilanoFinanza.it) mentre altre sono focalizzate su target professionali (AdvisorOnline.net, BlueRating.com). Maggiormente specializzate sono WallStreeItalia.com (da poco anche in versione cartacea), Trend-Online.com, SoldiOnline.it, Finanza.com, AnnuarioTrading.it e poche altre.

Siti web e blog

siti web d’informazione possono essere testate giornalistiche oppure collettori di informazioni e opinioni gestiti da società, appassionati, esperti non legati ai vincoli e alle regole della professione giornalistiche e che quindi possono rappresentare i legittimi interessi di chi li gestisce senza per questo dover essere oggettivi e imparziali. La differenza tra siti web e blog è poi sempre più labile, ma possiamo definire i blog come mini-siti di opinione (spesso molto seguiti e ben fatti) rispetto ai siti web maggiormente focalizzati sull’informazione.

I siti di finanza e di trading sono quindi un’arma a doppio taglio: offrono tanta informazione e tantissime risorse, gratuite e a pagamento (documenti, notizie, videocorsi, dati e segnali di borsa, analisi tecnica, etc.) ma la cui qualità non è possibile verificare se non attraverso l’esperienza diretta. Una delle poche garanzie potrebbe essere la loro longevità online, tuttavia molti siti vivono di pubblicità e la loro “anzianità” è legata soprattutto alla capacità di raccogliere inserzionisti – anche ma non solo attraverso la qualità dei contenuti – per cui da sola non basta. Questo ragionamento non vale, invece, per i siti d’informazione di istituzioni consolidati come quelli di AIAF, SIAT o Borsa Italiana.

Ancora una volta il consiglio è comunque quello di confrontare sempre più fonti d’informazione e non affidarsi soltanto a uno o a pochi. I siti non vanno comunque trascurati perché ve ne sono alcuni fortemente “verticali” (cioè specializzati, per es. sui certificati, sul Forex, sui fondi d’investimento o sugli ETF) ideali per monitorare specifici segmenti di mercato.

Trasmissioni radio e TV

In Italia vi sono due editori attivi nella diffusione di trasmissioni radio e tv dedicate alla finanza operativa e sono i due già citati: il Gruppo 24 ORE con Radio24 e Class Editori con il canale tv digitale Class CNBC, il secondo con un palinsesto tutto dedicati ai mercati finanziari, all’investimento borsistico e con alcune trasmissioni specificamente dedicate al trading online e a i trader.

A questi si affiancano un paio di trasmissioni del canale digitale Reteconomy e qualche sporadica trasmissione giornalistica delle emittenti maggiori (RAI e Mediaset), di solito come specifici approfondimenti giornalistici. Tra le trasmissioni radio, oltre a gran parte del palinsesto di Radio24, sono da segnalare alcune iniziative isolate come Radio1 News Economy (RAI GR1), Finanza Facile (Radio Siena) o Il giorno delle locuste (Radio Popolare).

Forum online e gruppi Facebook

Si tratta di spazi digitali aperti allo scambio di opinioni, ai commenti e al supporto reciproco tra utenti finali dei servizi finanziari, utili per un confronto con il mondo degli investitori fai-da-te, ma da prendere con estrema attenzione. Ciò vale ancor di più per i gruppi e le pagine dedicate a trading e operatività presenti su Facebook.

Molti dei forum online sono moderati (cioè c’è qualcuno che filtra e monitora adesioni e contenuti) e per partecipare alle discussioni è obbligatorio registrarsi, ma ciò che in essi viene scritto sono, appunto, soltanto opinioni, da non prendere mai come oro colato. Tra i più frequentati vi sono i forum storici di FinanzaOnline.com.

di Andrea Fiorini

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