Vai al contenuto principale

Obbligazioni: cosa sono e come investire

Grafico finanziario con andamento dei mercati e rendimenti, rappresentazione visiva dell’analisi e della performance delle obbligazioni.

Le obbligazioni, dette anche bond o titoli obbligazionari, sono titoli di debito emessi da Stati o società per raccogliere capitali. Chi acquista un’obbligazione presta denaro all’emittente, che si impegna a restituire il capitale alla scadenza e a pagare nel frattempo un interesse periodico, chiamato cedola.

È uno degli strumenti finanziari più diffusi tra chi cerca un flusso di reddito stabile. Prima di investire, però, vale la pena capire come funzionano davvero, quali sono i rischi e come incide la fiscalità sul rendimento effettivo.

Tante proposte per costruire il tuo capitale

Come funzionano le obbligazioni

Quando acquisti un’obbligazione, presti denaro a un emittente, uno Stato, un ente locale o un’azienda, che si impegna a rimborsarti il capitale a una data prestabilita, detta scadenza o maturity date. Lungo la vita del titolo, l’emittente ti corrisponde un interesse periodico: la cedola.

La struttura di base prevede tre elementi:

  • Valore nominale: l’importo che l’emittente rimborsa alla scadenza del titolo. Per molte obbligazioni destinate agli investitori retail il valore nominale è pari a 1.000 euro.
  • Cedola: l’interesse periodico riconosciuto all’investitore, espresso in percentuale annua sul valore nominale. Il pagamento può avvenire con frequenza trimestrale, semestrale o annuale.
  • Scadenza: la data in cui l’emittente restituisce il capitale.

Facciamo un esempio pratico: un’obbligazione con valore nominale di 1.000 euro e cedola lorda annua del 4%, pagata semestralmente, corrisponde due cedole da 20 euro (al lordo dell’imposizione fiscale) ciascuna nel corso dell’anno. Alla scadenza, l’investitore riceve il rimborso dei 1.000 euro nominali, oltre all’ultima cedola maturata.

Il rendimento complessivo di un’obbligazione non dipende solo dalle cedole incassate, ma anche dall’eventuale differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso o di vendita del titolo. Se l’obbligazione viene venduta prima della scadenza, il suo prezzo può variare in funzione dell’andamento dei tassi di interesse, delle condizioni di mercato e della solidità dell’emittente. Per questo motivo, il rendimento effettivo è prevedibile con maggiore precisione solo mantenendo il titolo fino alla scadenza. (salvo eventuali casi di insolvenza dell’emittente).

Le principali tipologie di obbligazioni

Non tutte le obbligazioni funzionano allo stesso modo. Le varianti più comuni si distinguono per il tipo di cedola:

  • Obbligazioni a tasso fisso: la cedola è predeterminata e resta costante per tutta la durata del titolo. Offrono prevedibilità dei flussi: sai esattamente quanto incasserai ogni anno. Il BTP (Buono del Tesoro Poliennale) con cedola semestrale fissa è l’esempio più noto per i risparmiatori italiani.
  • Obbligazioni a tasso variabile: il tasso di interesse varia periodicamente, di solito legato a parametri come l’Euribor, a cui viene aggiunto uno spread. I CCT (Certificati di Credito del Tesoro) italiani sono indicizzati all’Euribor a 6 mesi. Questa struttura può essere vantaggiosa in fasi di rialzo dei tassi, ma rende meno prevedibile il flusso cedolare.
  • Obbligazioni zero coupon: non pagano cedole intermedie. Il rendimento deriva interamente dalla differenza tra il prezzo di acquisto, inferiore al valore nominale, e il rimborso a scadenza. I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) rientrano in questa categoria: vengono emessi a sconto e rimborsati al valore pieno.
  • Obbligazioni indicizzate all’inflazione: le cedole indicizzate all’inflazione aggiustano il pagamento periodico in base all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo, proteggendo l’investitore dall’erosione del potere d’acquisto. In Italia, i BTP Italia seguono questa logica, con rivalutazione del capitale e cedole reali calcolate sull’indice FOI (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, esclusi i tabacchi).
  • Obbligazioni step-up e step-down: prevedono cedole che variano nel tempo secondo un meccanismo prestabilito. Nelle obbligazioni step-up l’importo delle cedole aumenta progressivamente nel corso della vita del titolo, mentre nelle step-down diminuisce. Sono strumenti meno diffusi rispetto alle obbligazioni a tasso fisso o variabile, ma possono essere utilizzati per adattare i flussi cedolari a specifiche esigenze dell’emittente o dell’investitore.

Obbligazioni governative e obbligazioni corporate: le differenze

La distinzione fondamentale per un investitore retail è quella tra titoli di Stato e obbligazioni corporate.

  • I titoli di Stato sono emessi da governi: in Italia BOT, BTP, CCT e BTP Valore sono i più diffusi. Hanno generalmente un rischio di credito più contenuto rispetto alle società, soprattutto se emessi da Paesi con rating elevato. Il mercato secondario è molto liquido, il che facilita l’eventuale vendita prima della scadenza.
  • Le obbligazioni corporate sono emesse da aziende private: banche, imprese industriali, utilities per finanziare progetti o rifinanziare debiti. Offrono tipicamente rendimenti più alti rispetto ai titoli governativi di pari durata, a compensazione di un rischio di credito maggiore. Prima di acquistarle, vale la pena verificare il rating creditizio dell’emittente, cioè il giudizio assegnato da agenzie specializzate come Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch sulla sua capacità di onorare i debiti. Un rating investment grade (da AAA a BBB-) indica un emittente considerato affidabile; un rating high yield (sotto BBB-) segnala un rischio più elevato, compensato da cedole più generose.

Accanto a queste categorie esistono anche le obbligazioni sovranazionali, emesse da organismi internazionali come la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) o la Banca Mondiale per finanziare progetti di sviluppo e investimento, e le obbligazioni degli enti locali, emesse da Comuni, Regioni o altri enti territoriali per finanziare opere pubbliche e attività istituzionali. Si tratta di strumenti generalmente meno diffusi tra gli investitori retail, ma che ampliano ulteriormente le possibilità di diversificazione all’interno del mercato obbligazionario

Cosa determina il rendimento di un'obbligazione

La cedola indicata sul titolo non corrisponde necessariamente al rendimento effettivo che otterrai. Quest’ultimo dipende da tre fattori combinati:

  1. Il prezzo di acquisto sul mercato secondario: se acquisti un’obbligazione al di sopra del valore nominale (sopra la pari), il rendimento a scadenza sarà inferiore alla cedola nominale, perché riceverai meno di quanto hai pagato. Il contrario vale se acquisti sotto la pari.
  2. La durata residua: obbligazioni a tasso fisso con scadenza lunga sono più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. Se i tassi di mercato salgono dopo l’acquisto, il prezzo dell’obbligazione scende. Questo effetto è misurato dalla duration, cioè l’indicatore che esprime la sensibilità del prezzo di un’obbligazione alle variazioni dei tassi.
  3. Il tasso di rendimento a scadenza (YTM, Yield to Maturity): è la misura più completa del rendimento, tiene conto della cedola, del prezzo pagato, del valore di rimborso e della durata residua. È il parametro da confrontare quando si valutano obbligazioni diverse.

I rischi da conoscere prima di investire

Le obbligazioni sono spesso associate a una bassa rischiosità, ma presentano rischi reali da valutare con attenzione.

  • Rischio di credito (o rischio emittente): è la possibilità che l’emittente non riesca a pagare le cedole o a rimborsare il capitale alla scadenza. Questo rischio è più contenuto per i titoli di Stato di Paesi con rating elevato, più significativo per le obbligazioni corporate e per quelle emesse da Paesi con instabilità finanziaria.
  • Rischio di tasso: quando i tassi di mercato salgono, i prezzi delle obbligazioni a tasso fisso già emesse scendono e viceversa. Chi vende prima della scadenza in una fase di rialzo dei tassi potrebbe realizzare una perdita in conto capitale. Chi invece mantiene il titolo fino alla scadenza non è esposto a questo rischio sul rimborso, ma può subire un costo opportunità se i tassi salgono molto.
  • Rischio di liquidità: non tutte le obbligazioni sono facilmente vendibili prima della scadenza. Alcuni titoli, soprattutto quelli meno scambiati, presentano spread denaro-lettera ampi: la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita può erodere il rendimento in caso di uscita anticipata.
  • Rischio di reinvestimento: chi incassa cedole periodicamente deve poi decidere come reinvestirle. Se i tassi nel frattempo sono scesi, il reinvestimento avviene a condizioni meno favorevoli, riducendo il rendimento complessivo dell’investimento nel tempo.

Come funziona la tassazione delle obbligazioni in Italia

La fiscalità è una variabile spesso sottovalutata, ma incide in modo rilevante sul rendimento netto effettivo.

In Italia, i proventi delle obbligazioni, cedole e plusvalenze sono soggetti a due aliquote distinte:

  • 12,5% per i titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT, BTP Italia, BTP Valore) e per i titoli di Stato esteri emessi da Paesi inclusi nella cosiddetta white list fiscale (ad esempio Treasury USA e Bund tedeschi). Questa classificazione si applica a tutte le componenti reddituali degli strumenti obbligazionari, sia alle cedole sia alle plusvalenze.
  • 26% per le obbligazioni corporate e per i titoli di Stato emessi da Paesi non inclusi nella white list.

La differenza è sostanziale: a parità di rendimento lordo, un titolo con aliquota al 12,5% risulterà fiscalmente più vantaggioso rispetto a uno tassato al 26%. Un’obbligazione corporate con cedola del 5% lordo genera un rendimento netto del 3,7% dopo l’applicazione dell’imposta.

La banca, operando come sostituto d’imposta in regime di risparmio amministrato, calcola e trattiene automaticamente le imposte dovute. Non è quindi necessario dichiarare i proventi nella propria dichiarazione dei redditi.

Un ulteriore aspetto utile: dal 1° gennaio 2024, i titoli di Stato italiani non concorrono al calcolo dell’ISEE fino a un valore massimo di 50.000 euro. Questo significa che, entro questa soglia, detenerli non incide sulle agevolazioni e i bonus legati all’indicatore della situazione economica equivalente.

Come acquistare obbligazioni

Esistono due modalità principali per investire in titoli obbligazionari:

  1. Sul mercato primario, le obbligazioni vengono acquistate al momento dell’emissione, tramite aste periodiche (per i titoli di Stato, calendarizzate dal MEF) o collocamenti bancari. Sul mercato secondario, si acquistano obbligazioni già in circolazione attraverso il proprio dossier titoli, con ordini sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico) o sull’EuroTLX di Borsa Italiana. Il taglio minimo per i titoli di Stato italiani è generalmente di 1.000 euro.

 

  1. Gli ETF obbligazionari (Exchange-Traded Fund che replicano indici di obbligazioni) consentono di accedere a un portafoglio diversificato di titoli con un unico investimento e commissioni di gestione ridotte. Sono negoziati in Borsa come le azioni e offrono liquidità elevata. Presentano però un rischio di tasso legato alla duration media del paniere replicato, e la tassazione dipende dalla composizione del portafoglio dell’ETF stesso.

Per entrambe le modalità è necessario disporre di un deposito titoli collegato al proprio conto corrente.

Obbligazioni e portafoglio: a chi possono essere utili

Le obbligazioni sono particolarmente adatte a chi cerca un rendimento stabile e prevedibile, con un profilo di rischio prudente. Sono uno degli strumenti tradizionalmente usati per bilanciare la componente azionaria di un portafoglio, riducendone la volatilità complessiva.

Possono rispondere a esigenze diverse:

  • generare un flusso di reddito periodico tramite le cedole, utile per chi vuole integrare le entrate regolari;
  • preservare il capitale su un orizzonte temporale definito, mantenendo il titolo fino alla scadenza;
  • diversificare rispetto ad altri strumenti, come azioni o fondi azionari.

Vale la pena ricordare che non esiste lo strumento giusto in assoluto: la scelta dipende dall’orizzonte temporale, dalla propensione al rischio e dagli obiettivi specifici di ciascun investitore. Prima di acquistare obbligazioni, specialmente quelle corporate o strutturate, è utile confrontarsi con il proprio consulente finanziario.

DOMANDE FREQUENTI

Chi acquista un’azione diventa socio dell’azienda e partecipa ai risultati economici (dividendi e variazione del prezzo). Chi acquista un’obbligazione diventa creditore: ha diritto al rimborso del capitale e agli interessi pattuiti, indipendentemente dall’andamento dell’azienda. In caso di difficoltà finanziarie dell’emittente, gli obbligazionisti hanno generalmente priorità rispetto agli azionisti nel recupero del credito.

La vendita avviene al prezzo di mercato vigente al momento dell’operazione, che può essere superiore o inferiore al prezzo di acquisto. Se il prezzo è salito si realizza una plusvalenza; se è sceso si realizza una minusvalenza. Il rendimento effettivo dell’investimento cambia rispetto a quello inizialmente previsto.

I BTP Valore sono titoli di Stato italiani rivolti specificamente ai risparmiatori retail, con cedole crescenti nel tempo (step-up) e un premio fedeltà per chi li mantiene fino alla scadenza. Vengono emessi in finestre di collocamento dedicate e sono acquistabili tramite la propria banca o intermediario.

Le cedole delle obbligazioni ordinarie sono contrattualmente stabilite, ma sono soggette al rischio di credito dell’emittente. Se l’emittente entrasse in default, i pagamenti potrebbero non essere onorati. Per questo il rating dell’emittente è un elemento essenziale da verificare prima di investire.

Non esiste una durata minima universale: dipende dagli obiettivi e dalla tolleranza al rischio. In generale, per limitare il rischio di tasso conviene allineare la scadenza dell’obbligazione all’orizzonte temporale dell’investimento. Chi prevede di avere bisogno del capitale entro due anni potrebbe privilegiare titoli a breve scadenza o zero coupon come i BOT.

Banco bpm
Tante proposte per costruire il tuo capitale

 

 

 

L’articolo è di carattere divulgativo aggiornato alla data di pubblicazione. Per conoscere l’offerta della Banca consulta l’area Prodotti.

 

 

Messaggio pubblicitario a finalità promozionale. Per le condizioni contrattuali si rinvia ai fogli informativi e/o alla documentazione contrattuale disponibili sul sito www.bancobpm.it e presso le filiali della Banca.