Trading app per seguire i mercati in mobilità

Nella nostra immaginazione il trader svolge un’attività che lo porta a stare per molte ore della sua giornata seduto al computer, concentrato su uno o più monitor in una stanza semibuia. Pur avendo dei fondamenti, questa immagine non è però sempre vera. La vita di un trader “normale” è infatti fatta anche di spostamenti per motivi di famiglia, di lavoro, di svago, e durante questi spostamenti può essere necessario monitorare sia i mercati sia le posizioni aperte.

Per questo motivo i broker online hanno progressivamente introdotto, accanto alle piattaforme operative di tipo client (che cioè si scaricano e si installano sul proprio computer), anche software specifici per gli apparecchi mobili, cioè tablet e smartphone. In questo caso si parla di app, contrazione del termine inglese application (nel senso di applicazione, programma), che nel mondo della negoziazione telematica diventano trading app.

Scopri tutti i conti

Trading app per smartphone e tablet

Attualmente in Italia sono oltre 130 i broker online autorizzati da Consob a operare in Italia, e di questi 57 mettono a disposizione dei loro clienti una o più trading app. Le prime in senso cronologico sono state sviluppate con sistema operativo iOS, ovvero per gli apparecchi mobili prodotti da Apple, che nel 2007 ha lanciato sul mercato l’iPhone e nel 2010 l’iPad.

Poiché vengono utilizzate da oltre un decennio, queste trading app sono state considerate per molto tempo le più stabili e affidabili. Con il diffondersi di Android, anche le trading app realizzate per questo sistema operativo hanno raggiunto la piena maturità.

Attualmente dei 57 broker citati, quasi tutti offrono la versione iOS e Android (più raramente la Windows Mobile, in un solo caso la versione Blackberry), mentre solo uno ha in dotazione la sola iOS e 2 solo Android. Nella grande maggioranza dei casi, la versione minima di su cui è possibile installare le app per Android è la 4.0 Ice Cream, per iOS la 8.

Secondo i dati diffusi a metà ottobre 2017 dalla società di ricerca Kantar, oltre l’80% degli smartphone italiani utilizza Android, mentre sui tablet – device in calo di vendite dal 2014 – la percentuale è quasi invertita: il 65,5% adotta iOS e il 34% Android (fonte: GlobalStats settembre 2017).

Funzioni e web app

Ottenere una trading app è facile, anche senza essere clienti di uno specifico broker: basta collegarsi agli store ufficiali di iOS e Android, cioè Apple Store e Google Play (che si trovano sotto forma di app preinstallate sugli apparecchi mobili), cercare l’app desiderata (il nome è di solito indicato sui siti web dei broker, ma si trova facilmente col motore di ricerca interno agli store), selezionarla e installarla. L’app T3 di Webank, per chi fosse interessato, è disponibile gratuitamente in entrambi gli store.

Ovviamente non sarà possibile operare a meno che non si abbia aperto un conto reale, ma ciò darà la possibilità comunque di prendere confidenza con le funzioni, la grafica e le possibili personalizzazioni.

Computer vs mobile

Come è facile rendersi conto, lo smartphone ha un display un po’ piccolo per operare intensamente e con serenità, sia per la difficoltà di visualizzazione di grafici e funzioni complesse, sia per la possibilità di commettere errori di inserimento. Fino a 5,5 pollici di ampiezza gli apparecchi sono definiti smartphone, attorno ai 6 pollici vengono definiti phablet (mix di phone e tablet), oltre i 7 pollici si parla di tablet a tutti gli effetti.

Anche se piccoli gli apparecchi possono essere comunque molto potenti, tuttavia per una operatività minimamente efficiente consiglio di partire da tablet di almeno dai 10 pollici, tenendo lo smartphone per il monitoraggio e l’intervento di emergenza sui mercati.

Dal punto di vista della memoria Ram, il minimo da considerare per utilizzare le trading app con un minimo di fluidità sullo smartphone è di 2 Gb (considerando che i top di gamma hanno 4 Gb e a breve usciranno i primi modelli a 6 Gb), con la frequenza dei processori che non dovrebbero scendere sotto 1,5 GHz minimo. Indicazioni, queste, che con una minima variazione al rialzo possono essere adeguate anche per i tablet di base.

L’utilizzo del tablet non sostituisce comunque al cento per cento il computer per quanto riguarda il trading attivo, anche perché le connessioni a banda larga in mobilità (per esempio il wi-fi) non sono sempre del tutto affidabili e stabili, per cui in casi di emergenza potrebbe essere possibile non riuscire a intervenire per assenza o bassa qualità del segnale, senza contare come non sia sempre facile trovare la giusta concentrazione per operare in situazioni di provvisorietà.

Meglio quindi utilizzare il computer desktop o portatile come “base operativa” e sfruttare i lati migliori dei device mobili, ovvero appunto la loro versatilità in movimento unita a una relativa potenza e memoria.

 

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