Cessione del credito ed Ecobonus 110%

La conversione del D.L. n. 34/202 “Decreto Rilancio” consente di usufruire del Superbonus, ovvero dell’incremento al 110% delle detrazioni fiscali a fronte di spese sostenute per:

  • interventi di efficientamento energetico;
  • riduzione del rischio sismico;
  • installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

Inoltre, viene data la possibilità di usufruire del recupero del bonus fiscale tramite la cessione del credito d’imposta o attraverso lo sconto in fattura.

Chi può beneficiarne?

  • Persone fisiche, per interventi su singole unità immobiliari (per massimo due ogni singolo proprietario) fuori dall’esercizio di attività di arti impresa e professioni;
  • Condomìni, per lavori sulle superfici comuni (es. cappotto termico, installazione di impianti fotovoltaici o sostituzione della caldaia);
  • Cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP);
  • Enti del terzo settore (organizzazioni non lucrative di utilità sociale ex D.lgs 460/1997);
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche .

Non occorre essere proprietari dell’edificio oggetto dell’intervento. Sempre previo consenso da parte del proprietario, è possibile beneficiare dell’agevolazione fiscale anche se si è semplicemente: titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso e abitazione), nudi proprietari, detentori con contratto di locazione o comodato regolarmente registrato.

Come beneficiarne?

Per poter usufruire del Superbonus è necessario che l’intervento garantisca il miglioramento di almeno due classi energetiche. A tale scopo vengono qualificati due tipi di interventi: quelli “trainanti” la cui realizzazione è obbligatoria per poter accedere al bonus del 110%, e quelli “trainati” che sono ammessi al bonus del 110% solo se è stato eseguito uno degli interventi definiti “trainanti”.

 

Quali sono gli interventi trainanti?

  • Interventi di isolamento termico delle superfici orizzontali e verticali dell’edificio per almeno il 25% della superficie lorda dello stesso e per un importo massimo detraibile di 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti; 40.000,00 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari in caso di edificio composto da 2 a 8 unità immobiliari; 30.000,00 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari nel caso di edificio composto da più di 8 unità immobiliari .
  • Sostituzione dell’impianto di riscaldamento dell’edificio con una delle tipologie previste dalla normativa: impianto a pompa di calore o a condensazione, impianti di microgenerazione o collettori solari per la produzione di acqua calda, in questo caso l’importo detraibile varia a seconda che si tratti di un edificio condominiale (massimo 20.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari in caso di edificio composto da 2 a 8 unità immobiliari; massimo 15.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari in caso di edificio con più di 8 unità immobiliari) o di un edificio unifamiliare/unità immobiliari funzionalmente indipendenti (massimo 30.000 euro per unità immobiliare).
  • Interventi di adeguamento sismico dell’edificio, il cosiddetto “Sisma bonus”, valido per le zone a rischio sismico da 1 a 3, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

Cosa sono gli interventi trainati?

  • Interventi di efficientamento energetico previsti dall’articolo 14 del D.L. 63/2013 rientranti nell’ecobonus nei limiti previsti dalla legislazione vigente per ciascun intervento (es. sostituzione infissi).
  • Installazione di pannelli solari e di sistemi di accumulo integrati. In questo caso la detrazione non è cumulabile con altre agevolazioni previste in materia.
  • Installazione di colonnine elettriche per la ricarica di veicoli elettrici.

Come utilizzarlo?

Oltre alla possibilità di utilizzare l’importo della detrazione del 110% nella dichiarazione dei redditi per ridurre le imposte IRPEF, è possibile, in alternativa:

  • beneficiare dello sconto in fattura direttamente dal fornitore (es. impresa edile);
  • effettuare la cessione del credito di imposta a un soggetto terzo (es. la propria banca).

Sei un’impresa che realizza questi interventi?

La normativa prevede la possibilità di effettuare la cessione del credito di imposta anche alle banche, cedendo loro quanto acquisito dai beneficiari che hanno scelto di usufruire dello sconto diretto in fattura.

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