CRIF: cos’è, a cosa serve e come funziona

CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) è una società privata che gestisce EURISC, il principale Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) attivo in Italia. Si tratta di una banca dati che raccoglie le informazioni relative alle richieste di credito, ai finanziamenti in corso e alla puntualità dei pagamenti di privati e imprese, alimentata su base volontaria dalle banche e dagli intermediari finanziari che vi partecipano.
Capire come funziona EURISC (nel seguito i termini CRIF e EURISC sono utilizzati come sinonimi), quali informazioni contiene e come verificare la propria posizione è utile per chiunque stia valutando di richiedere un finanziamento, un mutuo o una carta di credito: la presenza di una segnalazione, infatti, può condizionare in modo significativo l’esito della richiesta.
In questa guida trovi una spiegazione chiara di cosa sia CRIF, a cosa serve, come funziona la segnalazione, come verificare se si è segnalati e quali sono i tempi previsti per la cancellazione dei dati.
A cosa serve
La banca dati di CRIF serve principalmente a fornire alle banche e alle società finanziarie uno strumento per valutare il merito creditizio di chi richiede un finanziamento. Quando una persona presenta domanda di un prestito, di un mutuo o di una carta di credito, l’istituto erogante consulta CRIF per ricostruire la storia creditizia del richiedente: quali altri finanziamenti ha in corso, se ha avuto ritardi nei pagamenti, se sono presenti richieste di credito recenti non andate a buon fine.
Questa funzione risponde a un’esigenza di tutela del sistema creditizio nel suo complesso: permette agli operatori finanziari di stimare il rischio di insolvenza prima di erogare un finanziamento, contribuendo a un accesso al credito più sostenibile sia per chi lo richiede sia per chi lo concede.
È importante chiarire che CRIF non è un ente pubblico né un’autorità di vigilanza: è una società privata che gestisce un archivio informatico nel rispetto del Codice di condotta per i Sistemi di Informazioni Creditizie, approvato dal Garante per la protezione dei dati personali con il Provvedimento n. 163 del 12 settembre 2019. Il CRIF è quindi distinto dalla Centrale dei Rischi (CR) gestita dalla Banca d’Italia, che è invece un sistema pubblico con finalità di supervisione del sistema bancario, alimentato solo dagli intermediari soggetti alla vigilanza di Banca d’Italia.
Come funziona CRIF
Il funzionamento del CRIF si basa sulla raccolta e condivisione di dati creditizi tra gli enti finanziatori partecipanti al sistema. Ogni volta che una persona richiede un finanziamento, l’istituto al quale si rivolge trasmette l’informazione al CRIF; allo stesso modo, vengono trasmessi gli aggiornamenti relativi all’andamento dei pagamenti delle rate.
Nel banca dati EURISC vengono registrate sia informazioni positive che informazioni negative:
- Richieste di finanziamento: ogni domanda di prestito, mutuo o carta di credito viene registrata, anche se la richiesta non va a buon fine.
- Finanziamenti in corso: l’elenco dei prestiti, mutui e altre forme di credito attualmente attivi a nome del soggetto.
- Storico dei pagamenti: l’andamento regolare delle rate (informazione positiva, utile a costruire un buon profilo creditizio) oppure eventuali ritardi (informazione negativa).
- Segnalazioni di inadempienza: le situazioni di ritardo prolungato o di mancato pagamento, che incidono significativamente sulla valutazione del merito creditizio.
Possono consultare CRIF esclusivamente banche, società finanziarie e intermediari del credito, e solo nel contesto di una richiesta di finanziamento da parte del cliente. Datori di lavoro, proprietari di immobili in locazione o altri soggetti privati non hanno accesso al sistema CRIF: richieste di terzi non autorizzati sono illegittime.
Segnalazione a CRIF: quando avviene e cosa comporta
La segnalazione verso CRIF consiste nell’inserimento nella banca dati di un’informazione relativa a un ritardo nei pagamenti o a una situazione di insolvenza. Non si tratta di un automatismo legato al primo giorno di ritardo: generalmente la segnalazione avviene dopo l’accumulo di ritardi reiterati, tipicamente a partire da due rate consecutive non pagate, oppure quando il credito viene classificato come sofferenza per una grave difficoltà economica del debitore.
Un elemento di garanzia fondamentale, previsto dal Codice di condotta per i SIC, è l’obbligo di preavviso: l’ente finanziatore deve comunicare al debitore, con un anticipo di almeno 15 giorni, l’intenzione di procedere alla segnalazione, dando così la possibilità di regolarizzare la propria posizione prima che il dato negativo venga registrato. Una segnalazione effettuata senza questo preavviso può essere considerata illegittima e contestata.
Essere segnalati in CRIF come cattivi pagatori rende più difficile ottenere finanziamenti: l’istituto che valuta la richiesta considera la presenza della segnalazione come un indicatore di rischio più elevato e può decidere di rifiutare il credito oppure di concederlo a condizioni economiche meno favorevoli, ad esempio con un tasso di interesse più alto.
Come vedere se si è segnalati in CRIF
Chiunque ha il diritto di verificare gratuitamente la propria posizione presso CRIF, una volta ogni 12 mesi, attraverso la cosiddetta visura CRIF (detta anche accesso ai dati). Per vedere se si è segnalati in CRIF è possibile procedere in diversi modi:
- Modulo online sul sito ufficiale del CRIF: è la modalità più rapida. Dopo l’identificazione del richiedente, la risposta arriva generalmente nel giro di pochi giorni.
- PEC (posta elettronica certificata): l’invio della richiesta via PEC garantisce data certa e tracciabilità della domanda.
- Raccomandata con ricevuta di ritorno: modalità tradizionale, generalmente più lenta rispetto ai canali digitali.
In tutti i casi, CRIF ha un termine massimo di 30 giorni per fornire una risposta completa, anche se in pratica, soprattutto tramite il portale online, i tempi sono spesso più brevi. Il report ricevuto contiene l’elenco dei finanziamenti attivi a proprio nome, le richieste di credito registrate negli ultimi mesi e l’eventuale presenza di segnalazioni di ritardo o inadempienza nel pagamento del mutuo o del prestito.
È importante diffidare da chi propone, a pagamento, una verifica più rapida o una cancellazione anticipata dei dati: l’accesso ai propri dati è gratuito per legge, e nessun soggetto esterno, comprese le società di consulenza, può accelerare la cancellazione di un dato corretto rispetto ai tempi stabiliti dal Codice di condotta.
Cancellazione dal CRIF: i tempi previsti per legge
Una delle preoccupazioni più frequenti tra chi scopre di essere segnalato riguarda la durata della segnalazione. La buona notizia è che i dati negativi non restano registrati a tempo indefinito: la cancellazione dalla banca dati di CRIF avviene in modo automatico, al termine dei periodi di conservazione stabiliti dal Codice di condotta per i Sistemi di Informazioni Creditizie. Non è necessario presentare alcuna richiesta: il dato viene rimosso dal sistema senza intervento dell’interessato.
I tempi di conservazione variano in base alla gravità e alla tipologia dell’informazione registrata:
| Tipologia di informazione | Tempo di conservazione |
| Richiesta di finanziamento rifiutata | 90 giorni dalla richiesta |
| Ritardo di 1-2 rate, poi regolarizzato | 12 mesi dalla regolarizzazione |
| Ritardo superiore a 2 rate, poi regolarizzato | 24 mesi dalla regolarizzazione |
| Inadempienza grave / sofferenza | 36 mesi dalla chiusura del rapporto |
| Finanziamento pagato regolarmente (dato positivo) | 60 mesi dalla scadenza del rapporto |
In ogni caso, il limite massimo di conservazione di un dato negativo non può superare i 5 anni (60 mesi) dalla scadenza contrattuale del rapporto. Trascorso questo termine, l’informazione viene cancellata automaticamente, anche se l’eventuale debito non fosse mai stato saldato.
È bene precisare che pagare il debito non comporta la cancellazione immediata della segnalazione. Il pagamento avvia il decorso del periodo di conservazione previsto (ad esempio, 12 o 24 mesi a seconda della gravità del ritardo), ma non azzera istantaneamente il dato registrato.
La cancellazione anticipata rispetto a questi termini è possibile solo in un caso: quando il dato è errato, non aggiornato o segnalato senza il rispetto dell’obbligo di preavviso. In queste situazioni, l’interessato può presentare una richiesta di rettifica direttamente a CRIF o all’ente che ha effettuato la segnalazione, documentando le proprie ragioni. CRIF, in quanto gestore del sistema, non può modificare autonomamente i dati contestati: deve verificarne la correttezza con l’ente segnalante, che ha un termine di 30 giorni per rispondere. Se l’ente non risponde, dal trentesimo giorno il dato viene reso non visibile a chiunque consulti il sistema, fino alla risoluzione della pratica.
Cosa fare se si è segnalati in CRIF
Chi scopre di essere segnalato in CRIF e ritiene che la segnalazione sia corretta per essere cancellato deve attendere il decorso dei tempi di conservazione previsti dalla legge; se ha pagamenti in ritardo deve regolarizzare quanto prima il debito scaduto e non ancora pagato così da far iniziare a decorrere il periodo di conservazione previsto per la regolarizzazione.
Se invece si ritiene che la segnalazione sia illegittima, ad esempio perché il dato è errato, non aggiornato dopo un pagamento già effettuato, oppure perché non si è ricevuto il preavviso obbligatorio, è possibile:
- Contattare l’ente segnalante, ovvero la banca o la finanziaria che ha trasmesso il dato, per richiedere la verifica e l’eventuale rettifica.
- Presentare un reclamo formale: l’intermediario è tenuto a rispondere entro 60 giorni.
- Rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), se la risposta dell’intermediario non arriva o non è satisfattiva: è un sistema di risoluzione delle controversie più rapido ed economico rispetto al ricorso giudiziario ordinario.
- Presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, nei casi in cui si configuri una violazione della normativa sul trattamento dei dati.
Prima di affidarsi a soggetti terzi che promettono soluzioni rapide o a pagamento, è sempre opportuno verificare direttamente con CRIF o con un professionista qualificato la fondatezza della propria posizione: nessun servizio esterno può accelerare la cancellazione di un dato corretto rispetto ai tempi stabiliti dalla legge.
DOMANDE FREQUENTI
No. CRIF è una società privata che gestisce EURISC, un Sistema di Informazioni Creditizie alimentato su base volontaria dagli intermediari finanziari partecipanti. È distinto dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, che è invece un sistema pubblico con finalità di supervisione del sistema bancario.
No. La cancellazione di un dato corretto e aggiornato avviene solo al termine dei tempi di conservazione previsti dal Codice di condotta per i SIC, in modo automatico. Nessun soggetto esterno, anche a pagamento, può accelerare questo processo. È possibile intervenire prima del termine naturale solo in caso di dati errati, non aggiornati o segnalati senza il preavviso obbligatorio.
L’accesso ai propri dati presso CRIF è gratuito e può essere richiesto una volta ogni 12 mesi. La richiesta può essere effettuata tramite il modulo online sul sito ufficiale, via PEC o tramite raccomandata.
No. Possono consultare CRIF solo banche, società finanziarie e intermediari del credito, esclusivamente nell’ambito di una richiesta di finanziamento presentata dal cliente stesso. Datori di lavoro e locatori non hanno accesso al sistema.
Il pagamento del debito non comporta la cancellazione immediata della segnalazione, ma avvia il decorso del periodo di conservazione collegato alla regolarizzazione: tipicamente 12 mesi per ritardi lievi, 24 mesi per ritardi più gravi. Solo al termine di questo periodo il dato viene rimosso automaticamente dal sistema.
Oltre alle informazioni negative, CRIF registra anche i finanziamenti pagati regolarmente. Questi dati positivi contribuiscono a costruire uno storico creditizio affidabile e restano visibili per 60 mesi dalla scadenza del rapporto: non possono essere cancellati anticipatamente, poiché concorrono a una valutazione corretta del profilo creditizio del richiedente.
L’articolo è di carattere divulgativo aggiornato alla data di pubblicazione. Per conoscere l’offerta della Banca consulta l’area Prodotti.
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