TAN e TAEG, cosa sono e come calcolarli in relazione al mutuo

TAN e TAEG sono due indicatori molto utili per chi prende in prestito del denaro, specie nel caso di un prestito personale o di un mutuo. Ci aiutano a comparare diverse offerte, a capire quale sia il tasso di interesse vero e proprio che andremo a riconoscere e quale sia l’onerosità complessiva del finanziamento, inclusi i costi accessori.

Anche se il mondo della matematica finanziaria può sembrare ostico, come potrai vedere nel corso dell’articolo è piuttosto semplice comprendere questi due parametri. Inoltre è molto importante farlo, perché sono i migliori strumenti per comparare la convenienza di due prestiti o due mutui.

Vorresti cambiare il tuo mutuo?

TAN: cos’è, a cosa serve e come si relaziona con il mutuo

TAN è l’acronimo di Tasso Annuo Nominale. Esprime la quota di interessi che andremo a pagare sul nostro mutuo ed è quello che effettivamente viene utilizzato per il calcolo delle rate.

Se stipuliamo un mutuo da 100.000 euro, sul quale dobbiamo riconoscere l’1,2% annuo di interessi, allora il nostro TAN sarà dell’1,2%.

Questo parametro ci può aiutare a fare una prima scrematura quando confrontiamo le proposte di mutuo. Il TAEG, però, come vedremo meglio nel paragrafo seguente è un indicatore decisamente più completo.

TAEG: cos’è, a cosa serve e come si relaziona con il mutuo

Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è il vero punto nodale del confronto tra mutui diversi, prestiti diversi, o qualsiasi forma di finanziamento in generale.

Prima abbiamo detto che il TAN tiene in considerazione soltanto la somma richiesta con il nostro mutuo e la quota di interessi che dovremo riconoscere ogni anno su questa cifra.

Il TAEG va più a fondo, considerando anche tutte le spese accessorie del mutuo. Quando richiediamo 100.000 euro, infatti, non stiamo davvero ricevendo 100.000 euro: dovremo andare a sostenere una serie di costi, che analizzeremo meglio nel paragrafo seguente, sufficientemente alti da non poterli lasciare fuori dal nostro confronto.

Ecco perché il TAEG è considerato l’indicatore più utile per i mutuatari. Non solo include tutti i parametri che vengono considerati anche nel TAN, ma tiene conto degli oneri aggiuntivi che possono fare la differenza tra offerte di istituti diversi.

E sono differenze non di poco conto: una banca che offre un tasso annuo nominale più basso di un’altra, potrebbe facilmente rivelarsi meno conveniente della sua concorrente.

Quali sono le spese accessorie del mutuo?

Per comprendere al meglio il TAEG dobbiamo fare un elenco di tutti i costi sostenuti dal mutuatario per accendere, gestire e spegnere il suo mutuo.

Spese iniziali

Le prime spese da sostenere sono quelle per l’istruttoria del mutuo, ovvero quelle necessarie per fare in modo che la banca esamini le pratiche; solitamente sono intorno all’1% del valore del mutuo. Poi ci sono i costi delle perizie, che servono a fornire un’indicazione precisa del valore dell’immobile in base alle indicazioni del perito. La spesa media per le perizie è tra le 200 e le500 euro.

Infine bisognerà considerare 2.000/3.000 euro per la parcella del notaio, che verrà interpellato per preparare e convalidare il contratto di mutuo tra il cliente e l’istituto di credito.

Come puoi notare, queste prime spese ammontano per lo meno a 2.500 euro ma più realisticamente saranno intorno ai 4.000 euro.

 

Spese correnti

Una volta che il mutuo è attivo non avremo grandi costi da sostenere, ma spesso le banche addebitano dei costi per l’incasso della rata. Possiamo considerare che il costo sia di 2 euro per rata, che per 120 rate (nel caso di un mutuo da 10 anni) formano un totale di 240 euro.

Inoltre dovremo andare a versare quantomeno il premio della polizza contro incendio e scoppio, l’unica obbligatoria per legge. Il costo è di circa 70 euro l’anno, quindi 700 euro se consideriamo nuovamente un mutuo decennale. Se vogliamo proteggerci ulteriormente, ad esempio assicurandoci contro l’invalidità permanente, la somma sarà ovviamente più alta.

 

Spese fiscali

Quando riceviamo un mutuo, ci viene richiesto di pagare l’imposta sostitutiva sui mutui. Questa può ammontare allo 0,25%, se si tratta di un mutuo sulla prima casa, oppure al 2% se si tratta di un mutuo su una seconda casa.

Conclusioni

Ora che abbiamo esaminato tutte le spese accessorie collegate al mutuo, possiamo facilmente intuire perché il TAEG sia un parametro così importante quando calcoliamo l’onerosità del nostro mutuo.

Gli oneri accessori dei mutui sono piuttosto importanti, per cui non possono essere ignorati quando confrontiamo le offerte di diverse banche. Specie perché i costi legati a perizie, istruttoria e pagamento delle rate possono cambiare molto da un istituto di credito all’altro.

Lo stesso vale anche per tutte le altre tipologie di credito, anche al di fuori dei mutui, come nel caso delle carte di credito o dei prestiti personali. Tutte le volte che sono previsti degli oneri diversi dai semplici interessi, calcolare il TAEG e utilizzarlo come metodo di confronto diventa necessario.

Banco bpm
Vuoi maggiori informazioni sui mutui?