Turismo e PNRR: i fondi per riqualificare e digitalizzare l'ospitalità in Italia

14/11/2022

La definizione “Bel Paese” in riferimento all’Italia è tanto antica quanto radicata nell’immaginario globale. Se è vero che Dante e Petrarca furono fra i primi a usarla, la fondatezza dell’espressione viene confermata dai risultati del settore turistico, meno aulici e più concreti: nel 2019, l’Italia era il quinto Paese al mondo per numero di visitatori stranieri ogni anno. Il nostro Paese vanta 58 siti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, il numero in assoluto più alto per nazione.

Finanziamenti per il turismo?

Quanto vale il turismo in Italia

Il turismo genera il 5% del PIL ma, fra indotto e attività correlate, incide sul 13% dello stesso. Con 33.000 esercizi
alberghieri e 183.000 esercizi extra-alberghieri che offrono lavoro a circa 1,4 milioni di addetti, il turismo rappresenta il 15% dell’occupazione nazionale.
Un’imponenza dovuta non solo al gigantesco patrimonio naturalistico italiano ma anche alle decine di migliaia di siti di interesse storico e culturale disseminati sul territorio.
Nel 2020, in Italia risultavano aperti 4.265 musei e istituzioni similari, pubblici e privati: 3.337 musei, 295 aree archeologiche e 633 monumenti o complessi monumentali.
Sono 2.400 i comuni italiani che ospitano almeno una struttura di carattere museale. Nel 2019, l’Italia ha toccato il suo record storico con 131,38 milioni di turisti, di cui il 50% stranieri. Inevitabilmente, la pandemia ha sconvolto gli equilibri del settore. Nel 2020, i turisti sono stati circa 55 milioni, ossia un terzo del record dell’anno precedente, con la maggior parte dei turisti stranieri provenienti
dalla Germania. I ristori e i sussidi per le imprese del settore hanno mitigato i venti contrari. Tuttavia, la ripresa e la riapertura definitiva potrebbero essere un’occasione per intervenire sugli aspetti meno performanti del settore, come l’istituzione di un sistema interconnesso nazionale fra i siti turistici e la digitalizzazione delle imprese, specialmente le pmi. Due punti su cui, non a caso, si concentra il PNRR.

Parola d’ordine: riqualificare

Le riforme previste dal PNRR hanno l’obiettivo di aumentare la qualità dell’ospitalità, potenziare il turismo sostenibile e privilegiare le fonti rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale del settore. Gli interventi puntano a migliorare le infrastrutture e riqualifi care gli immobili, specialmente storici, favorendo, allo stesso tempo, l’ingresso di capitali privati e facilitando l’accesso al credito per gli imprenditori.

Per farlo, il PNRR prevede l’uso di vari fondi integrati con un investimento totale di 1,78 miliardi di euro. Ad esempio, sono previsti crediti d’imposta per le opere finalizzate al miglioramento delle strutture, un fondo di garanzia per facilitare l’accesso al credito delle PMI del settore, l’attivazione del Fondo tematico BEI per il turismo e un fondo azionario (Fondo Nazionale del Turismo) per la riqualificazione di immobili ad alto potenziale turistico.

A questi si aggiunge il Fondo Rotativo, ulteriore strumento finanziario integrativo. A febbraio 2022, il Ministero del Turismo e Invitalia hanno dato il via alla misura IFIT, ossia “Incentivi finanziari per le imprese turistiche”, prevista dal PNRR, che stanzia 600 milioni di euro in quattro anni per aiutare le aziende a migliorare in termini di sicurezza e sostenibilità. La platea dei destinatari è ampia e include, oltre ad alberghi e agriturismi, anche imprese del comparto ricreativo e fieristico, complessi termali e parchi tematici. Due le forme di incentivo previste: un credito d’imposta fino all’80% delle spese, cedibile a terzi, e un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese.

Iniziativa accolta positivamente dagli operatori. Che sia per entusiasmo, spirito imprenditoriale o necessità, le richieste hanno superato le attese: 7.415 domande presentate su 3.700 accolte come tetto massimo e 2,6 miliardi di euro richiesti per gli incentivi. Prevista dal PNRR, inoltre, una sezione speciale del Fondo di Garanzia PMI, dedicato a imprese e reti d’imprese che operano nel turismo e nella mobilità sostenibile ad esso connessa. Obiettivo: agevolare l’accesso al credito per le PMI, con una riserva del 50% per gli investimenti green, affinché sia possibile la creazione, riconversione o riqualificazione delle strutture per la fruizione non solo del patrimonio naturale e culturale del nostro Paese ma anche del turismo d’affari e congressistico.

Ancora, il Fondo Rotativo Imprese (sezione speciale del Fondo Rotativo per l’Innovazione) prevede contributi diretti alla spesa al 35% per interventi di riqualifcazione, sostenibilità ambientale e innovazione digitale, da un minimo di 500mila euro a un massimo di 10 milioni di euro, con finanziamenti agevolati rimborsabili in 15 anni, grazie a CDP in pool con il sistema bancario. Il Fondo, anche in questo caso rivolto alle piccole e medie imprese del settore turistico, mira a migliorare la qualità dei servizi di ospitalità nazionale, potenziando le strutture ricettive e sostenendo investimenti nel settore fieristico, secondo i principi di sostenibilità ambientale e digitalizzazione.

Hub digitali e rivincita dei borghi

Il PNRR prevede la creazione di un Hub del Turismo Digitale che colleghi tutti i protagonisti del settore in un’unica rete organizzata. Un vero e proprio Polo del Turismo Digitale, accessibile online, per valorizzare la fin troppo variegata offerta dell’Italia. Il Piano stanzia 114 mln di euro per l’infrastruttura digitale, i modelli di intelligenza artificiale per l’analisi dei dati e i servizi informatici, soprattutto quelli basici, per le imprese turistiche.

Oltre al digitale, il PNRR pone l’obiettivo di recuperare e valorizzare il patrimonio culturale del Paese, in particolare con la salvaguardia dei luoghi storici e signifi cativi per le comunità locali. Il piano stanzia un investimento di 1,02 mld di euro, integrato nel “Piano Nazionale Borghi” per sostenere lo sviluppo economico e sociale dei tanti piccoli borghi italiani. Non solo, dunque, la creazione di una rete integrata fra le principali attrazioni nazionali ma anche un percorso guidato che promuova le visite verso i luoghi meno conosciuti. Un’iniziativa per far tornare a splendere i molti diamanti grezzi sparpagliati per il territorio nazionale.

Contenuti editoriali a cura di Class CNBC

 

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