Piattaforme di trading online, cosa sono e quali funzioni offrono

Per accedere telematicamente alle borse e ai circuiti di scambio di strumenti finanziari è necessario utilizzare almeno una piattaforma operativa di trading online. Con questo termine si intende un software (detto anche “applicativo” o “programma”) che viene messo a disposizione dal broker online con cui si è stipulato il contratto di trading.

Le funzioni di base delle piattaforme per il trading online sono:

  • l’invio e il monitoraggio degli ordini in borsa;
  • la ricezione e l’elaborazione dei dati di borsa (prezzi, volumi, scambi dei titoli, etc.);
  • la selezione dei titoli su cui operare.

Per ognuna di queste funzioni è solitamente disponibile un’ampia gamma di strumenti, che varia da piattaforma a piattaforma. Le piattaforme possono disporre poi di funzioni avanzate come il trading automatizzato, la programmazione di trading system e indicatori propri con back testing (verifica su dati del passato), il chart/book trading (trading direttamente dai grafici o dal book anziché dalla maschera di inserimento ordini), l’impostazione di ordini complessi (es. strategie su opzioni) e altro ancora.

Questo tipo di programmi è inoltre articolato su diversi livelli e modalità di utilizzo, organizzati in modo da soddisfare le esigenze di tutti i trader, dai neofiti ai super-esperti.

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Proprietarie e standard

Le piattaforme di trading online possono essere “proprietarie”, cioè sviluppate in casa dal broker anche in collaborazione con software house specializzate, oppure standard. Un esempio di piattaforma proprietaria è la T3 di Webank (sulla quale è possibile operare anche in borsa serale), ma in generale tutti i grandi broker online preferiscono svilupparla internamente per poterla gestire e far evolvere secondo le proprie strategie. Un esempio di piattaforme considerate standard è invece la MetaTrader, utilizzata praticamente da tutti i broker che offrono trading sul Forex.

Sempre e ovunque

Altrove abbiamo parlato di come funziona il trading online dando uno sguardo al suo processo attuabile su entrambe queste due tipologie di piattaforma che sono presenti su tutti i tipi di dispositivi digitali, ovvero pc, tablet e smartphone (o phablet, recente integrazione degli ultimi due). In prevalenza le piattaforme per computer sono disponibili per il sistema operativo Windows, che è il più diffuso in assoluto, ma vi sono anche versioni per MacOS di Apple e, più raramente, per Linux. Il modo attraverso cui è possibile utilizzare le piattaforme sul computer, portatile o fisso, è quadruplice: web, Java, client e mobile.

A una piattaforma di trading online si accede come a un sito web, ovvero collegandosi al sito Internet del broker e aprendo una finestra all’interno dello stesso browser che mostra le funzioni disponibili, la lista dei titoli, i grafici, la maschera d’inserimento ordini, etc. Questo tipo di piattaforme è indicato per i neofiti o per chi non ha esigenze particolari di velocità o di versatilità.

Una piattaforma in Java o linguaggi assimilabili si carica anch’essa via web ma, grazie appunto al linguaggio di programmazione utilizzato per svilupparla, può essere più evoluta, performante e ricca di funzioni della prima. Le prestazioni di entrambi questi due tipi di piattaforma sono ovviamente molto legate al tipo di connessioni di cui si dispone (ADSL, Wi-fi, fibra, etc.).

Il terzo tipo è quello “client”, cioè di programmi che si scaricano e si installano interamente sul proprio computer. In questo caso le prestazioni sono influenzate soprattutto dalle caratteristiche del pc (memoria RAM, scheda grafica, processore, etc.), mentre la connessione web, come per tutti i tipi di piattaforme, ha sempre un impatto diretto sulla velocità di aggiornamento dei dati di borsa e dell’esecuzione degli ordini.

Infine, le piattaforme di tipo “mobile”, che in questi anni sono diventate molto diffuse. Qui rispetto al mondo dei computer, la diffusione dei sistemi operativi è molto diversa (circa 80% Android e 15% iOS Apple, il resto Windows Phone e pochi altri), con significative differenze tra i segmenti tablet (in cui iOS vanta una percentuale più alta) e smartphone.

La disponibilità delle piattaforme di trading per dispositivi mobili rispecchia esattamente la situazione che troviamo per tutti i tipi di piattaforme: ovvero tutti i broker online hanno una versione per Android, quasi tutti per iOS, pochissimi per Windows Phone e Linux. Inoltre alcune piattaforme mobili di tipo più semplice sono delle web app (siti web realizzati per mobile) e non app vere e proprie (queste ultime equiparabili ai client per computer).

Quale piattaforma di trading online scegliere

La scelta di una piattaforma per il trading on line è sicuramente un momento importante per chi sta muovendo i primi passi in questo campo e si chiede cosa serve per fare trading. La decisione su quale applicativo utilizzare però dovrebbe passare attraverso il test, preferibilmente in versione “demo” (cioè non con soldi reali), di più piattaforme; questo perché, indipendentemente dalla complessità e dal numero di funzioni disponibili, trovarsi a proprio agio con un software anziché un altro è una questione molto soggettiva.

Quasi tutte le piattaforme, comunque, offrono ampie possibilità di personalizzazione, per cui è possibile modificare colori, disposizioni delle funzioni, degli oggetti e delle finestre, e tanto altro.

Chi non ha esperienza di trading dovrebbe iniziare dalla versione web, più semplice da utilizzare e solitamente con funzioni un po’ ridotte e servizi meno avanzati rispetto alla versione client o Java, ma sufficientemente evoluta da consentire una buona attività di trading. Il passo successivo è ovviamente il client, per il quale però consigliamo un periodo di apprendimento e di studio delle funzioni, degli strumenti di analisi, della selezione dei titoli e dei meccanismi di impostazione degli ordini.

Per quanto riguarda l’utilizzo delle piattaforme mobili, bisogna ricordare che il display è di dimensioni ridotte rispetto al computer e che non vi è tastiera reale. Il trading spinto è quindi difficoltoso, anche se le piattaforme in molti casi sono assolutamente comparabili a quelle per computer. Ciò vale ancora di più per gli smartphone, che nel migliore dei casi arrivano a 6 pollici di diagonale.

Quindi gli smartphone potrebbero essere utilizzati per monitorare le posizioni aperte, mentre i tablet possono servire sia per il monitoraggio sia per l’esecuzione di ordini in emergenza, saltuariamente o comunque a bassa frequenza. Per un trading operativo sicuro e attivo, il computer resta ancora la scelta migliore, anche se ormai le performance hardware (memoria, velocità di elaborazione, qualità delle immagini, etc.) sono comparabili.

di Andrea Fiorini

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