Mutuo ponte, conviene? Pro e contro di questa soluzione

Quando arriva il momento di cambiare casa, se hai bisogno di liquidità, ci sono due strade che puoi percorrere. Potresti aspettare che il tuo immobile sia venduto e poi chiedere un mutuo su quello nuovo, oppure richiede un mutuo ponte.

Anche detto “mutuo cambio casa”, questa tipologia di finanziamento non è mai stata molto popolare in Italia. Le banche non lo offrivano da una parte, e dall’altra i clienti non lo richiedevano.

Con l’apertura del mercato europeo dei servizi finanziari, tuttavia, negli ultimi anni il mutuo ponte è diventato più popolare anche nel nostro Paese. Conviene sottoscriverne uno? Ecco tutti i pro e i contro di questa soluzione.

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Il mutuo ponte in breve

Prima di parlare di vantaggi e svantaggi, è bene assicurarci di essere tutti sulla stessa pagina. Per questo inizieremo un breve riepilogo del funzionamento del mutuo ponte.

Il mutuo “cambio casa” è una soluzione pensata per chi ha bisogno di capitali nel momento in cui vende il suo immobile per acquistarne un altro. Può darsi che il secondo immobile sia più costoso, per cui per acquistarlo non basta la somma ottenuta con la vendita di quello precedente; può anche darsi che non lo sia, ma che il richiedente abbia comunque bisogno di liquidità per altri motivi.

Ecco in breve come funziona un mutuo ponte:

  • Il richiedente può richiedere fino al 60% del valore dell’immobile che sta mettendo in vendita e ottenere la somma prima ancora di aver trovato un acquirente;
  • Per ottenere l’approvazione da parte della banca, il richiedente deve fare dichiarazione di messa in vendita dell’immobile di cui è proprietario. Di norma non è necessario farlo davanti al notaio, ma alcuni istituti di credito potrebbero richiederlo;
  • La durata del piano di ammortamento è molto breve, perché si arriva solitamente a un massimo di 2 anni;
  • Di solito l’intestatario del mutuo paga soltanto gli interessi sulla somma presa in prestito, mentre la quota di capitale viene rimborsata con la vendita dell’immobile.

I vantaggi del mutuo ponte

Il mutuo ponte permette di cogliere al volo una buona occasione sul mercato immobiliare. Se hai trovato la casa dei tuoi sogni e non puoi aspettare di vendere quella precedente, perché rischi di farti sfuggire l’immobile, può essere una soluzione.

Il fatto di dover rimborsare attivamente solo la quota di interessi, tra l’altro, rende molto gestibile l’operazione sul piano finanziario.

Riuscendo a vendere l’immobile precedente entro 12 mesi, come previsto dai termini di legge, non si perderanno le agevolazioni prima casa.

Da ultimo, un vantaggio interessante del mutuo ponte è che la procedura di approvazione è solitamente più breve di quella di un mutuo tradizionale.

Gli svantaggi del mutuo ponte

Su una bilancia, a ben vedere, gli svantaggi del mutuo ponte pesano almeno quanto i vantaggi.

La prima differenza evidente rispetto ai mutui tradizionali è il tasso di interesse applicato. Visto il breve periodo in cui la banca matura interessi, questi vengono resi molto alti per giustificare il senso economico dell’operazione.

Il secondo grande svantaggio è rappresentato dai rischi dell’operazione. A conti fatti, il mutuo ponte è in parte una scommessa sul tempo che sarà necessario per vendere l’immobile precedente.

Se l’immobile non viene venduto entro 12 mesi non si ha più diritto alle agevolazioni prima casa; questo significa perderle, con l’aggiunta di una penale, se sono già state utilizzato per l’acquisto dell’immobile successivo.

Se l’immobile non viene venduto entro 24 mesi, cosa non inedita per il mercato immobiliare italiano, significa che bisognerà ripagare la quota di capitale del mutuo senza avere ancora incassato dalla vendita del precedente. Molto spesso questo spinge i mutuatari a ribassare fortemente il prezzo d’acquisto per favorire la ricerca di un compratore, decretando un cattivo affare nel complesso.

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