Che reddito bisogna avere per richiedere un mutuo?

In questo articolo torniamo a parlare delle garanzie necessarie per ottenere un mutuo. Nello specifico, ci interessa scoprire quale sia il reddito minimo affinché la richiesta di mutuo vada a buon fine.

La garanzia offerta dal reddito, si sa, è una delle prime che la banca valuta quando deve decidere sull’approvazione del finanziamento. Insieme al valore dell’immobile, è uno dei due elementi critici per la decisione finale.

In realtà, però, non esiste un reddito minimo per ottenere l’approvazione del mutuo. O meglio, la soglia minima non è uguale per tutte le casistiche. Nelle prossime righe scopriremo da cosa dipende e come calcolare il reddito minimo necessario per ottenere il tuo mutuo.

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La regola del 30% e le sue eccezioni

Normalmente la regola generale delle banche italiane è questa: la rata del mutuo non deve essere superiore al 30% del reddito disponibile del richiedente. Se il mutuo è cointestato, normalmente si tiene conto della somma dei redditi dei due richiedenti.

Questa regola, tuttavia, non va presa come una legge della fisica che non può mutare in alcun modo. Bisogna sempre tenere conto del quadro generale della richiesta di mutuo, dell’andamento del mercato e di tutte le altre garanzie offerte dal richiedente.

Nei momenti in cui il mercato immobiliare è in forte crescita, ad esempio, le garanzie offerte dagli immobili sono più forti. Per questo tendono ad approvare più facilmente le richieste di mutuo, anche se il peso delle rate è superiore al 30% del reddito dei richiedenti.

Al contrario, quando il mercato immobiliare è in contrazione gli istituti di credito cercano di ripararsi dalla possibilità di avere immobili da mettere all’asta. In questo caso, dunque, tenderanno a essere più severi nella valutazione del rapporto rata/reddito.

Un altro elemento da valutare è un’eventuale fideiussione offerta da un garante. Nel caso in cui ci sia un garante molto solido dietro alla richiesta di mutuo, l’asticella può essere spostata più in basso; nel caso in cui non ci sia un garante, invece, può essere spostata più in alto.

Andando avanti, in generale, la garanzia offerta da una busta paga è più forte di quella che arriva dalla dichiarazione dei redditi di un libero professionista; ancora, un dipendente pubblico ha un reddito più sicuro di un dipendente che lavora per un’azienda privata.

È importante ricordare tutto questo prima di fare richiesta di mutuo. Indicativamente, la fascia di approvazione va dal 25% al 35%: se il rapporto tra le rate e il reddito è più alto, difficilmente si otterrà l’approvazione. Parliamo comunque di un 10% di differenza tra la soglia minima e la soglia massima, una forbice all’interno della quale si collocano moltissime richieste di mutuo.

Gli aspetti da tenere a mente

Andiamo a vedere alcuni consigli utili per massimizzare le probabilità di ottenere il mutuo.

Tanto per cominciare, dobbiamo ricordare che il rapporto rata/reddito tiene sempre conto del reddito netto, dedotti eventuali altri impegni finanziari, e non del reddito lordo.

Da ultimo, il rapporto rata/reddito diventa un pochettino meno importante quando si finanzia una percentuale più bassa dell’acquisto di un immobile. A parità di rata, l’istituto di credito valuterà più positivamente il finanziamento del 50% dell’acquisto che l’80% dell’acquisto. Lo stesso discorso vale per prima e seconda casa: è prassi che si tenda a essere più elastici con le richieste di mutuo che riguardano una prima casa che con le richieste su una seconda casa.

I calcoli necessari

Per assicurarsi di fare al meglio i calcoli, la prima cosa da fare è partire dal calcolo della rata. Utilizzando un simulatore del mutuo puoi conoscere facilmente l’importo mensile che dovresti versare per le rate del mutuo.

Sappiamo che la rata, indicativamente, deve essere il 30% del nostro reddito oppure meno. Quindi il passaggio successivo è moltiplicare la rata per 12, dividere il risultato per il nostro reddito netto e poi moltiplicare per 100: il risultato che otterremo ci dirà quanto è probabile ottenere l’approvazione del mutuo.

Prendiamo, ad esempio, un mutuo cointestato tra due coniugi che hanno complessivamente un reddito di 37.000€ netti all’anno. Il calcolo delle rate rivela che il mutuo costerà 710€ al mese.

Dunque, calcoleremo prima l’importo annuo del mutuo: 710€ x 12 = 8.520€.

A questo punto calcoleremo la percentuale: 8.520€ / 37.000€ x 100 = 23,03%. In questo caso, dunque, è molto probabile che i due coniugi riescano a ottenere l’approvazione della loro richiesta.

 

 

 

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni economiche di tutte le tipologie di mutuo fare riferimento alle Informazioni Generali sul Credito Immobiliare offerto a Consumatori disponibili anche presso le filiali della banca.

L’erogazione del finanziamento è subordinata alla normale istruttoria da parte della banca. Il credito è garantito da un’ipoteca sul diritto di proprietà o su altro diritto reale avente per oggetto un bene immobile residenziale.

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