Perizia immobiliare per il mutuo: cos’è, come funziona e tempistiche

Quando decidiamo di comprare casa con un mutuo, l’istituto di credito farà una serie di verifiche sulla nostra richiesta. Dopo aver accertato il nostro reddito e la nostra storia creditizia, vorrà anche accertarsi che la somma da noi richiesta sia adeguata al valore dell’immobile.

Per questo è necessaria una perizia, ovvero la relazione di un esperto del mercato immobiliare. Egli esamina l’immobile per darne una stima attendibile del valore; per farlo si avvale anche di alcuni documenti che dovremo fornirgli.

In questa guida vogliamo dunque esaminare tutti gli aspetti della perizia, le sue tempistiche e la documentazione necessaria.

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Cos’è e a cosa serve la perizia immobiliare

Solitamente sono due le principali garanzie che possiamo offrire quando richiediamo un mutuo: il nostro reddito e l’immobile stesso che andremo ad acquistare con la somma richiesta. Dopo che sono stati svolti gli accertamenti sulla nostra situazione finanziaria personale, dunque, la banca deve anche fare qualche verifica sull’immobile.

All’istituto di credito interessa semplicemente sapere che, se il cliente non dovesse riuscire ad onorare gli impegni, con la vendita dell’immobile sarebbe possibile ottenere una somma sufficiente a coprire le rate mancanti.

Con la perizia si aggiunge un tassello fondamentale nel percorso di richiesta del mutuo. Se la relazione del perito dovesse essere favorevole, infatti, non ci sarebbero più accertamenti necessari da fare prima di concedere l’erogazione.

Perizia immobiliare per il mutuo: come funziona?

Una volta che la banca ha affidato l’incarico ad un perito, egli dovrà prima di tutto raccogliere la documentazione necessaria. I documenti che andrà ad esaminare sono:

  • Storico catastale dell’immobile: i documenti con cui si ricostruisce la storia dei suoi passaggi di proprietà, le modifiche che sono state effettuate ed il valore a cui è stato venduto o affittato in passato;
  • Legittimità territoriale: documentazione che raccoglie informazioni sulla conformità degli impianti e dei materiali utilizzati per costruire l’immobile, si accerta l’assenza di abusivismi edilizi e di non conformità con le normative vigenti.

Per farlo si avvale di documenti specifici, che devono essere forniti alla banca dal richiedente del mutuo affinché l’istituto possa darli al professionista. I 5 atti che vengono normalmente richiesti sono:

  • Atto di provenienza o rogito precedente
  • Planimetria catastale
  • Abitabilità
  • Pratica edilizia (se l’immobile è di nuova costruzione)
  • Computo metrico estimativo (se l’immobile è da ristrutturare)

A questo punto il perito può passare alla valutazione della casa in senso stretto. Per questo ne valuterà la dimensione, la posizione, l’anzianità, lo stato degli impianti e tutti gli altri aspetti che possono influenzare il valore di un immobile.

In questo senso si comporta quasi come un agente immobiliare, dovendo determinare quale sia la somma eventualmente ottenibile rivendendo la casa ad un’asta.

Una volta che ha terminato di esaminare i documenti e l’immobile, poi, il perito può preparare la sua relazione ed inviarla all’istituto di credito.

Chi paga la perizia?

Questo aspetto varia di banca in banca. In linea di massima, quasi tutti gli istituti di credito prevedono che sia il richiedente a pagare il compenso del perito; solitamente però l’incarico avviene sulla base di un accordo precedente tra la banca ed il perito, di modo da contenere i costi sulla base di una convenzione tra le due parti.

In alcuni casi il richiedente paga la somma alla banca che procede poi a versarla al perito; in altri, invece, è l’istituto di credito ad anticipare il compenso al perito e la somma viene poi trattenuta al momento dell’erogazione del mutuo.

Il costo è mediamente di 300-400 euro, anche se questo varia in base agli accordi delle singole banche con i periti di riferimento. Possono essere addebitate, inoltre, delle spese di viaggio se la casa è situata in una zona particolarmente remota o difficilmente accessibile.

Per trasparenza, comunque, la banca è sempre tenuta a fornire un elenco delle spese accessorie del mutuo al richiedente. In questo modo si potrà tenere conto in partenza dei costi legati alla perizia.

Le tempistiche della perizia

La perizia è uno degli ultimi elementi necessari per convalidare l’erogazione del mutuo. Dal momento in cui questa viene svolta, possiamo aspettarci che nell’arco dei 10-15 giorni successivi si possa procedere con la stipula del contratto di mutuo dal notaio.

Una volta che il mutuo viene ottenuto, poi, il mutuatario potrà accordarsi con il venditore per incaricare il notaio di redigere l’atto di vendita dell’immobile.

I tempi necessari per questo passaggio sono approssimativamente gli stessi (15 giorni circa), ma dipendono sensibilmente dalla disponibilità del professionista e dei due contraenti.

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