Andamento mutui 2020 e previsioni per il 2021

Il 2020 è stato un anno molto particolare, su questo non c’è dubbio. L’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus ha gravato su tutta l’economia, toccando ogni settore e impattando anche sul mercato dei mutui.

Già prima dell’emergenza il settore stava vivendo un momento particolare, con tassi di interesse ai minimi storici che periodicamente finivano per conquistare i titoli dei giornali di economia.

Dopo la crisi che abbiamo attraversato, anche in seguito alle misure del governo e a quelle della Banca Centrale Europea, l’andamento dei tassi di interesse ha visto nuovamente altri ribassi.

Oggi vogliamo fare un resoconto completo del mercato dei mutui nel 2020, aggiungendo anche le nostre previsioni per il 2021.

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I dati sul primo trimestre

Al momento gli unici dati ufficiali che abbiamo riguardano il primo trimestre dell’anno, che include anche i primi 20 giorni di lockdown su scala nazionale.

I numeri raccontano di un aumento dell’attività complessiva del settore (nuovi mutui, surroghe e sostituzioni), che registra un +10.1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. A guidare questo aumento, però, sono in realtà le richieste di surroga del mutuo guidate dalle condizioni più vantaggiose dei tassi di interesse.

I nuovi mutui sono in realtà calati, per via di un’inevitabile diminuzione nell’attività di compravendita immobiliare. Si registra comunque un aumento medio dell’importo dei mutui richiesti (+2.3%) e un aumento del prezzo medio delle case.

Chiaramente questi primi dati sono meno significativi di quelli riguardanti il secondo trimestre. Stando alle tempistiche necessarie per la pubblicazione, questi usciranno alla fine di settembre e conterranno informazioni più preziose; potremo osservare sia il reale valore della contrazione del settore nei mesi del lockdown, sia la reazione degli italiani una volta allentate le restrizioni.

L’andamento dei tassi di interesse

Il 2020 ha visto un doppio calo dei costi dei mutui: da una parte le politiche della BCE hanno portato a una diminuzione dei tassi di interesse, dall’altra le banche hanno adottato autonomamente dei margini più bassi –per lo meno in media- rispetto al 2019.

Considerando che tutto il decennio appena trascorso è stato particolarmente favorevole ai mutuatari, il fatto di avere tassi ancora più convenienti nel 2020 significa ancora una volta stabilire dei nuovi record.

Al momento della stesura dell’articolo, il tasso Euribor a 3 mesi è al –0,478%. Ne sarà sicuramente felice chiunque abbia un mutuo a tasso variabile, considerando che da questo indice dipende la quota di interessi applicata alle rate.

Per quanto riguarda il tasso IRS, indice dei mutui a tasso fisso, al momento in cui l’articolo è redatto si ferma a + 0,02% se consideriamo la scadenza ventennale. Se invece consideriamo quella decennale, l’indice risulta in negativo segnando un valore di – 0,22%.

Gli stessi tassi erano leggermente più alti nella stessa data del 2019: l’Euribor a 3 mesi segnava –0,377%, mentre la scadenza decennale e quella ventennale dell’Eurirs erano rispettivamente a –0,12% e +0,26%.

Per chi non dall’anno scorso non l’avesse ancora fatto, questo potrebbe essere un ottimo momento per rinegoziare o surrogare il mutuo. Specialmente chi si trova ancora nei primi anni del contratto, dunque paga rate composte per lo più da interessi, potrebbe trovare un’ottima occasione di risparmio.

Le previsioni per il resto del 2020

La vera incognita sull’andamento del mercato riguarda il quarto trimestre, che invece è sempre stato un periodo molto vivace per il mercato immobiliare e potrebbe segnare il vero inizio della ripresa del settore.

La maggior parte degli economisti è concorde sul fatto che questo ultimo trimestre potrebbe essere caratterizzato da un notevole effetto-fionda, con un aumento delle richieste di mutuo dovuto anche alle richieste che sono state soffocate dal lockdown nei mesi precedenti.

Per quanto riguarda i tassi di interesse, invece, quasi certamente continueranno la loro discesa. Con la Banca Centrale Europea ben distante dall’idea di aumentare i tassi centrali, l’Euribor e l’Eurirs sono molto probabilmente diretti verso nuovi minimi storici.

 

Cosa succederà nel 2021?

Sul fronte dei tassi di interesse è piuttosto semplice esprimersi anche stavolta. Il 2021 sarà ancora caratterizzato da tassi molto bassi, vista la necessità di far ripartire l’economia e gli investimenti.

Ricordiamoci sempre che il tasso applicato ai mutui dipende, in ultima analisi, dal tasso che la BCE pratica nei prestiti di denaro alle banche private. Finché la Banca Centrale Europea avrà di fronte un’Eurozona che cresce poco, con un tasso di inflazione che fatica a decollare, i tassi centrali rimarranno bassi e di conseguenza anche quelli applicati ai mutui lo saranno.

Diverso è il discorso legato al numero di richieste di mutuo. Queste dipendono direttamente dall’andamento del mercato immobiliare, che per il momento rimane una grande incognita.

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