Mutui per ristrutturazione: quali sgravi fiscali e bonus sono previsti?

Il mutuo è un contratto molto lungo, quindi può capitare di voler sistemare alcuni aspetti per adattarli meglio alla nostra situazione attuale. Talvolta succede perché è cambiata la nostra situazione economica, talvolta perché

Affrontare una ristrutturazione è la scelta giusta in molti casi. Ci permette di adattare il nostro immobile allo stile di vita che abbiamo e alle nostre esigenze; offre anche un ottimo aiuto nel mantenere alto il valore della nostra casa, nell’aumentare la sicurezza e spesso anche l’efficienza termica o energetica.

Tutto questo ovviamente ha un costo, ma grazie alle agevolazioni previste per legge questo si fa molto meno oneroso. Grazie alla legge finanziaria attuale, infatti, potremo approfittare di importanti detrazioni fiscali sia sulle spese di ristrutturazione che sugli interessi del mutuo.

Nell’articolo di oggi vogliamo proprio concentrarci su tutte le agevolazioni previste per le ristrutturazioni e per i relativi mutui.

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Detrazione fiscale degli interessi

La prima cosa interessante da sapere riguarda gli interessi passivi del nostro mutuo. Se stiamo ristrutturando la nostra abitazione principale, potremo detrarre il 19% degli interessi passivi fino ad un massimo di 2.582,25€.

Il limite di legge si riferisce ad ogni anno di imposta. L’anno successivo, quindi, potremo andare nuovamente andare a detrarre gli interessi passivi fino a questa cifra.

Questo si unisce allimposta sostitutiva agevolata, sempre se la ristrutturazione riguarda la prima casa. Anziché il 2%, aliquota imposta sui mutui per l’acquisto o la ristrutturazione di seconde case, dovremo versare soltanto lo 0,25% dell’importo richiesto.

Attenzione, però, ad essere molto precisi nella raccolta della documentazione che attesta le nostre spese.

Per legge, potremo andare a detrarre gli interessi passivi soltanto sulla parte di mutuo che utilizziamo a tutti gli effetti per la nostra ristrutturazione. Questo significa che dovremo documentare ogni singola spesa, di modo da accertare che il denaro è stato impiegato a tutti gli effetti per ristrutturare casa.

Purtroppo per le seconde case non è prevista nessuna detrazione degli interessi passivi. Questo va tenuto a mente quando ipotizziamo, ad esempio, di acquistare una seconda casa da ristrutturare con l’obiettivo di aumentarne il valore.

Da ultimo, dobbiamo ricordarci che sono previsti dei limiti temporali. Per portare in detrazione gli interessi passivi, il mutuo deve essere acceso nei sei mesi che precedono l’inizio dei lavori oppure entro 18 mesi dal loro inizio effettivo.

Detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione

Una seconda agevolazione, ancora più importante della prima, riguarda la detrazione delle spese di ristrutturazione. Anche in questo caso dovremo comunque tenere a mente che vale soltanto se ristrutturiamo un immobile adibito a nostra dimora abituale.

Le normative attuali prevedono la possibilità di detrarre il 50% delle spese legate alla manutenzione ordinaria, alla manutenzione straordinaria o alla ristrutturazione edilizia del nostro immobile. Il tetto, in questo caso, è posto a 96.000€.

Se uniamo questa agevolazione all’imposta di registro ridotta e alla detrazione degli interessi passivi del mutuo, il quadro è senz’altro favorevole. Lo diventa ancora di più se consideriamo che, al momento, i tassi di interesse sui mutui sono molto bassi e presumibilmente continueranno ad esserlo ancora per diversi anni.

Anche in questo caso dovremo fare attenzione a documentare tutte le spese. Parlando di documenti, ecco cosa dovremmo sempre conservare per usufruire di tutte le agevolazioni legate alla nostra ristrutturazione:

  1. Contratto di mutuo
  2. Quietanza che dimostra il pagamento degli interessi passivi su cui chiediamo la detrazione
  3. Fatture e ogni documento attestante le spese sostenute per ristrutturare l’immobile
  4. Documenti che attestano l’approvazione del comune dei lavori di ristrutturazione

Vale poi la pena di segnalare una differenza rispetto alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto della prima casa.

Se il coniuge è fiscalmente a carico del mutuatario, quest’ultimo non potrà richiedere la detrazione degli interessi passivi relativi alla quota del coniuge. Questa ulteriore agevolazione è invece prevista, per l’appunto, in caso di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale.

Quando si parla di ristrutturazione?

Nel nostro approfondimento non poteva mancare una sezione dedicata a questo argomento. Le leggi attuali danno una chiara definizione di “ristrutturazione”, che può essere diversa da quel che intendiamo noi.

Prima di contare sulle agevolazioni, assicuriamoci che i lavori in programma rispecchino effettivamente le caratteristiche previste dalle normative. Il rischio è quello di avviare dei lavori che, però, non rispecchiano i criteri previsti per la concessione dei vari bonus.

Per usufruire delle agevolazioni, dovremo compiere dei lavori “rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”.

Questo include, tra gli altri, i lavori rivolti a:

  • Sostituire, eliminare o installare nuovi impianti;
  • Ripristinare o sostituire degli elementi costitutivi dell’immobile;
  • Demolire e ricostruire alcuni elementi mantenendo le stesse geometrie di quelli precedenti.

Purtroppo la norma non è chiarissima, quindi spesso conviene affidarsi a un esperto che possa aiutarci a fare le dovute valutazioni. Senz’altro, però, chi può usufruire delle agevolazioni previste si trova ad affrontare un contesto fiscale molto favorevole, reso ancora più vantaggioso dal particolare momento che il mercato dei mutui sta affrontando.

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